Archive for the ‘ITALIANO’ Category

ITALIANO # 2

August 12, 2007

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““QUANDO LA GENTE NERA HA REGOLATO IL MONDO„ DALLA SERIE DI CLEGG A MELANET.COMDEUTSCH: GROSSE BUCHER AUF SCHWARZEN ZIVISATIONEN VON HOMESTEAD.COM„LIBRI GRANDI SULLE CIVILIZZAZIONI NERE DA HOMESTEAD.COM
da: homestead.com

L’origine africana di civilizzazione: Mito o realtà

dal Dott. Cheikh Anta Diop

Egyptology si è sviluppato nell’accordo con lo sviluppo del commercio slave e del sistema coloniale. Era durante questo periodo che l’Egitto è stato preso letteralmente dall’Africa, academically ed ha fatto un’estensione di Europa. In molti sensi l’Egitto è la chiave a storia africana antica. La storia africana è da kilter fino a considerare l’Egitto antico come nazione africana distinta. Il fiume del Nilo ha svolto un ruolo importante nel rapporto nell’Egitto alle nazioni in Africa sudorientale. Durante la storia remota dell’Africa, il Nilo era una strada principale culturale grande su cui gli elementi di civilizzazione sono entrato in e dall’Africa interna. Nel capitolo ha denominato, “nascita del mito del Negro,„ esposizioni del Dott. Diop come la gente africana, di cui le civilizzazioni erano vecchie prima che Europa fosse sopportata, è stata letta sistematicamente dal commento rispettoso di storia umana. Questo esame è continuato nel capitolo denominato, “falsificazione moderna di storia.„ Qui, il Dott. Cheikh Anta Diop si occupa di come gli storici occidentali, dato che i cinquecento anni ultimi hanno scritto o riscritto la storia che glorifica la gente dell’estrazione europea ed hanno storto la storia del resto del mondo. Coloro che legge seriamente questo libro sono dentro per una scossa e un’esperienza ricompensante di imparare. Ciò è un lavoro importante da uno storico africano importante. Infine, la rinascita della storiografia africana da un punto di vista africano ha cominciato e nessun troppo presto.

Girandosi verso la falsificazione principale della storia dell’umanità, come la mette, i underlines di Cheikh Anta Diop che il tempo è venuto portare a giustizia alla corsa del Negro, danno a gente nera il loro accreditamento del debito per condurre il procedere ed ardere una traccia affinchè l’umanità seguano.
L’Egitto rivisitato: Giornale delle civilizzazioni africane

da Ivan Van Sertima (redattore)

Una compilazione di molti eruditi grandi che ripartiscono la loro perizia. Questo libro ha molte foto antiche.

Indici:

Corsa ed origine degli Egiziani antichi, i Dynasties neri ed i righelli, la filosofia e scienza degli Egiziani, i saggi vari ed il più.

Gli autori includono: Ivan Van Sertima, Chiekh Anta Diop, basilico Davidson, James Brunson, Bruce Williams, Runoko Rashidi, Chandler del Wayne B., asa G. Hilliard III, Legrand Clegg II, Phaon Goldman (Tarharka), Habib Sy, Theophile Obenga, fringillide del Charles S., Maulana Karenga, Larry Williams, Beatrice Lumpkin ed altri.
Scintilla nera, fuoco bianco: Gli esploratori africani hanno civilizzato Europa antica?

da Richard Poe

In scintilla nera, il fuoco bianco, Richard Poe cerca di oltrepassare le passioni e la politica che circondano questo oggetto. Esamina obiettivamente le edizioni e raggiunge le conclusioni che alcuni possono trovare startling.

Basato su sette anni di ricerca, compreso le interviste approfondite con gli eruditi e gli scienziati principali, la scintilla di nero, fuoco bianco è stata elogiata dagli esperti vari quanto il professor Molefi Kete Asante dell’università del tempiale, lo storico Martin Bernal dell’università de Cornell e l’esploratore norvegese Thor Heyerdahl. Con tutto il suspense di un racconto eccitante di mistero, la scintilla di nero segue una traccia snella degli indizii che conduce dagli altopiani dell’Etiopia alle carriole delle steppe russe. Raduna la storia dimenticata di un’età di esplorazione che si è conclusa quasi 3.000 anni prima di Columbus – un periodo quando l’Egitto ha regolato le onde, l’Africa era la sede imparare e di alimentazione ed Europa una frontiera selvaggia.
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Wysinger-Redattore del Myra

Gli S.U.A.

Grazie per il vostro supporto.
Prima del pregiudizio di colore: La vista antica dei neri

dal M. franco Snowden

Secondo il Jr. del professor Emeritus Frank M. Snowden, (ab, Ph.D.) la Reparto-lettura di Classicist dell’università del Howard delle fonti, la religione “pionieristica a„ dei Ethiopians ed era chiave all’origine ed alla propagazione di molte delle abitudini che hanno esistito nell’Egitto. Gli Egiziani, è stato discusso, era discendenti dei Ethiopians. Snowden dichiara che il termine Kushites, Nubians, o Ethiopians è all’usato a più o meno allo stesso modo come il termine moderno “ha colorato„, “nero, o Negro„. “Le esperienze negli Africani che hanno raggiunto i puntelli stranieri della Grecia e l’Italia ha costituito un capitolo importante nella storia dell’antichità classica,„ scrive. “Usando la prova dalle figure di cotta di terra, pitture e le fonti classiche gradiscono Herodotus e Pliny il Elder, Snowden risulta, al contrario ai nostri presupposti moderni, che Greco-Romans non ha osservato gli Africani con contempt razziale. Molti Africani hanno lavorato nell’impero romano i musicisti, gli artigianale, gli eruditi ed i General come pure gli schiavi e sono stati notati tanto per la loro virtù quanto per la loro apparenza di avere “una faccia bruciata„ (da quale è venuto il Ethiopian nome greco)„.

Il professor Snowden ha ricevuto la medaglia nazionale di studi umanistici in 2003, che honors gli individui o i gruppi di cui il lavoro ha approfondito la comprensione della nazione degli studi umanistici, cittadini estesi’ aggancio con gli studi umanistici, o aiutato la conserva ed espande accesso degli Americani’ alle risorse importanti negli studi umanistici.
Neri nell’antichità: Ethiopians nell’esperienza Greco-Romana

dal M. franco Snowden

Ulteriore sviluppando i temi così eloquente profili nei neri nell’antichità, Jr. franco del M. Snowden continua le sue ricerche sugli atteggiamenti nei confronti degli Africani nelle civilizzazioni classiche di Roma e della Grecia. Snowden identifica i neri africani dall’Egitto, da Nubia (Sudan moderno), dall’Etiopia e da Carthage (Tunisia), discutere loro interazione-compreso intermarriage-con il Greco-Romans. (Inoltre nota che molte delle rappresentazioni artistiche di questa gente assomigliano agli Americani africani attuali.) dalle missioni commerciali dei dynasties egiziani alla loro conquista della rovina mediterranea ed ultima alle mani del Romans, Snowden unravels una storia complessa degli scambi culturali che hanno acceso per parecchi millenni in où il pregiudizio razziale non era un fattore. “Ci era un rispetto definito fra la gente mediterranea per i Ethiopians ed il loro modo di vivere,„ lui scrive, “e soprattutto, i ancients non hanno stereotipato i neri come primitivi difettosi nella religione e nella coltura.„ – Jr. del Eugene Holley.
Donne nere nell’antichità (giornale delle civilizzazioni africane; V. 6)

da Ivan Van Sertima (redattore)

Rassegna del cliente:

Ciò è un libro ricercato e molto da studioso del pozzo. Ivan Van Sertima così come i contributori a questo lavoro ha prodotto molta comprensione sulle donne africane nella storia del mondo come la regina Nzinga, le regine del candace, Makeda (regina di Sheba) Hatshepsut e molti altri. Ritengo che questo lavoro è di importanza grande e dovrebbe essere letto da tutti che siano interessati nel ruolo delle donne africane nella storia del mondo.
La civilizzazione africana ha rivisitato: Da antichità ai periodi moderni

da Basil Davidson

Dal giornale delle biblioteche:

Questo libro, da uno degli storici di primo ministro dell’Africa, è un’edizione un po’modificata ed ampliata di suo l’Africano oltre. Come prima, consiste degli snippets delle materie grezze storiche dall’Africa occidentale, orientale e del sud, dante risalto ai tempi di secolo di pre-19th. Lo studio su storia dell’Africano nero era relativamente nuovo quando questo libro originalmente è stato pubblicato, in modo da era utile come dimostrazione che l’Africa effettivamente ha avuta una storia. Ora, oltre 25 anni più successivamente, si si domanda se il punto deve essere fatto ancora una volta. Eppure, il relativo uso più grande può essere di precisare agli allievi la varietà di fonti disponibili per lo studio su storia africana. Ciò è suggerita per le collezioni che non hanno l’edizione originale.

Paul H. Thomas, Lib dell’installazione del Hoover., Stanford, caloria.
I Pharaohs neri: Righelli di Nubian dell’Egitto

da Robert G. Morkot

Descrizione del libro:

Un’indagine completa sul regno di Kushite, Sudan del Nord attuale, che brevemente ha controllato BC l’Egitto durante l’ottavo secolo ed ha influenzato gli affari egiziani per le centinaia degli anni. Morkot esamina le percezioni antiche ed antiquarian delle terre esotiche di Nubia e dell’Etiopia e tenta di legare le città di Kush al remains archaeological. Una grande parte dei concentrati del libro sul ruolo del Nubians durante i conflitti dell’Egitto con la Libia ed i Assyrians.
Kush – il gioiello di Nubia: Ricollegamento del sistema della radice di civilizzazione africana

da Miriam Ma’ -Ka-Re Monges

Rassegne editoriali

Dalla copertura posteriore

Il Cheikh grande Anta Diop ha identificato le radici di coltura africana da cui una può seguire i rami. Nessun ricercatore africano poiché, tuttavia, ha fornito un’analisi completa che collega le civilizzazioni antiche della valle del Nilo con l’universo africano. Dalle piramidi dell’Egitto alle pareti grandi dello Zimbabwe, gli eruditi occidentali hanno attribuito i successi di queste civilizzazioni africane indigene prodigious alla gente culturalmente e geograficamente straniero in Africa. Tuttavia, nel caso dell’impero antico di Nubian di Kush, che ha occupato la parte del sud di Kemet (Egitto antico) e tutto il Sudan attuale, si invitare gli eruditi ragionevoli ad attribuire questa coltura africana ad una gente africana. Il lavoro tanto necessario attuale segue le comunanze “culturali„ africane del Diop grandi del matriarchy, del totemism, del kinship divine e del cosmology al nucleo stesso della coltura di Kushite. Questo libro è sul filo di lama di nuova generazione della borsa di Afrocentric di cui mandato è fornire un’immagine più libera della natura allineare dell’Africa, esso genius di s e del relativo contributo genuino alle civilizzazioni del mondo.
Il luogo ha modificato 2007

Gli S.U.A.

Distruzione di civilizzazione nera: Emissioni grandi di una corsa da

4500 B.C – 2000 A.D.

da Chancellor Williams

Questo libro senza dubbio è uno dei libri che il più con attenzione ricercati ho letto mai.

Amo il senso che il sig. Williams con attenzione suddivide la storia dell’africano iniziale e le segue durante la loro storia. Fornisce i particolari competenti circa le realizzazioni ed i guasti della gente africana in anticipo. Ci è un tema di riproduzione in questo libro. Gli Africani indigeni guadagnano l’alimentazione e gli Africani indigeni perdono l’alimentazione. Quella dichiarazione riassume questo libro brevemente. Il sig. Williams entra nel particolare spiegare come l’Egitto nero potrebbe essere osservato dal mondo come essendo bianco. Le risposte a questo problema possono essere trovate cominciando dal capitolo due intitolato figlia più anziana dell’Etiopia: L’Egitto. In questo capitolo, propone “il problema del mulatto„ che ritengo sono chiave nel capire come la faccia dell’Africa in anticipo è stata cambiata. Quando altri gruppi di persone sono entrato dall’est gli Africani li hanno permessi di assimilare nella loro coltura. Ci erano molti sindacati interracial, che hanno tenuto conto una miscela delle parentele. Questa miscela delle parentele è che cosa conducono al demise dell’Africano nero totale dichiarano. Periodo ed il periodo di ancora popolano chi non ha fatto una destra naturale di nascita dichiarare affatto all’Africano si è conceduto fare in modo da è stato basato sull’unione o sul kinship. Ecco perchè lo studio del sig. Williams mostra come controllo africano indigeno di flip-flop di alimentazione così frequentemente. Ogni volta che l’Africano indigeno ha preso il controllo dell’Egitto l’alimentazione era cede dovuto i sindacati interracial o il kinship non accennare la violenza e gli atti della guerra. Di nuovo, in molti sensi questo piano d’azione è una riproduzione loro durante questo libro. L’incapacità africana iniziale di tenere sopra a che cosa era naturale suo ha causa altre da dubitare che dovrebbe essere dato dell’accreditamento affatto. Il sig. Williams segue che cosa accadono e fornisce i particolari eccellenti.
Ethiopians meravigliosi dell’impero antico di Cushite, libro 1

da Drusilla Dunjee Houston

I Ethiopians meravigliosi dell’impero antico di Cushite rappresenta il successo crowning della ms Drusilla Dunjee Houston. Il lavoro originalmente è stato pubblicato nella città di Oklahoma in 1926. È il tentativo in primo luogo conosciuto da una donna nera e forse da chiunque, di produrre un lavoro multi-volume su storia africana detta a da una prospettiva africana.

La ms Houston lei stessa era un educatore, un giornalista e uno storico. Ha speso la maggior parte della sua vita Oklahoma ed in Arizona ed ha soccombuto alla tubercolosi a Phoenix, Arizona in 1941.

Il suo lavoro è vasto e completo ed era abbastanza avanzato per il relativo tempo. Il relativo pubblico non è stato limitato agli eruditi ma al layperson, specialmente gente nera, che era necessitante un tonico esatto per amplificare il self-esteem nero. Mantiene persino oggi un valore potente, più di settanta anni dalla relativa pubblicazione iniziale. – Runoko Rashidi
Athena nero: Le radici Afroasiatic di civilizzazione classica

(Il montaggio della Grecia antica 1785-1985)

da Martin Bernal

Diverso di la maggior parte dei detrattori del Martin Bernal, ho letto tutti e tre le dei suoi libri: Athena nero I, Athena nero II e Martin Bernal risponde ai suoi critici. Bernal è miglia davanti al suo peso leggero, critici male colti e reactionary, che non hanno letto ovviamente suo libri là altamente documentati nell’interezza. I suoi detrattori stanno rispondendo ai loro atteggiamenti razzisti, inculcati in loro attraverso la loro coltura, in questi ultimi cinquecento anni (dato che il commercio europeo dello schiavo quando albini tentati per disumanizzare melanics). Se l’arresto degli albini che nega la verità dell’origine di cosiddetta civilizzazione “occidentale„ (tutta la civilizzazione ha uscito dal cuore dell’Africa) ed ha letto la bibliografia di Bernals, lo vedrà che documenta tutto scrive. Alcuni altri albini del non-razzista tutto dovrebbero leggere chi dicono alla verità sono: Gerald Massey, conteggio Volney, Godfrey Higgins, Schwaller de Lubicz per chiamare alcuni. Un certo melanics dovrebbero leggere chi dicono alla verità sono: Indus Khamit Kush, cancelliere Williams, John G. Jackson, Herodotus (Herodotus era asiatico; e così era Thales, il cosiddetto padre di filosofia “europea„. La filosofia provenuta in Africa era Thales imparato la sua filosofia), George G.M. James, Cheikh Anta Diop e John Henrik Clarke. Ci sono molti altri sia melanic che storici albinic quale Martin Bernal che scrivono la verità. Melanics dovrebbe comprare loro e leggere loro automaticamente tutto il libro che è attacato dagli albini. Non credere che qualche cosa gli storici e gli antropologi razzisti dell’albino scrivano circa il melanics. – George Lawrence da Decatur, GA Stati Uniti
I filosofi egiziani: Voci africane antiche da Imhotep a Akhenaten

da Molefi Kete Asante

Filosofi egiziani antichi di Molefi Asante: Da Imhotep a Akhenaten proviene una riparazione attuale di un’omissione seria nella storia umana – i contributi antiquarian dei filosofi africani alla medicina, alla filosofia, alla scienza ed alla nascita di civilizzazione in se. Cominciando con una cronologia dei filosofi antichi del mondo, questa indagine da studioso e superbly messa copre Imhotep e “l’emersione di motivo„, Ptahhotep e “l’ordine morale„, Merikare “sul buonsenso„, così come i contributi e le comprensioni di Akhenaten, Amenemope ed altri di cui il lavoro sia stato ignorato, soppresso, o semplicemente sconosciuto all’accademia basata sulle fonti Greco-Romane e sui dati storici. Filosofi egiziani antichi: Da Imhotep a Akhenaten proviene altamente la lettura suggerita per gli allievi degli studi neri, della filosofia e della storia della scienza. – Rassegna di libro del Midwest
Volume 1 di Metu Neter: Oracle grande di Tehuti e del sistema egiziano

di coltura spiritosa

da Ra Un Nefer Amen

Ciò è conosciuta come il libro. Ciò è il libro che mette la scienza nello spirituality Africano-centrato. Rivelando l’essenza di più vecchia religione nel mondo, il Ra l’ONU Nefer Amen fornisce le chiavi pratiche a sbloccare “i segreti„ dell’universo. Naturalmente, molto sarà mancato dai lettori, perché leggeranno soltanto il libro, ma non applicare i relativi insegnamenti.

La lettura del libro su spirituality non solleva la sua coscienza. L’applicazione degli insegnamenti in Metu Neter.
Eredità rubata

da George G.M. James

Osservazioni dei lettori:

George James dovrebbe essere lodato per il suo brave e lavoro di chiarimento. L’eredità rubata li sfida a riconsiderare molte delle teorie e le ideologie che sono state impressionate su noi attraverso il sistema educativo americano. Ci diciamo a costantemente che i Greci antichi siano stati i creatori di filosofia, della scienza e di molte teorie matematiche, ma non siamo dati una spiegazione sufficiente di come hanno sviluppato queste idee. Infatti, James offre una spiegazione completamente differente per le origini di filosofia. Sostiene che che cosa è stato passato come di filosofia greca, è realmente filosofia rubata dell’Egitto ed è stato passato giù attraverso il sistema egiziano di mistero. Piccolo si è detto a circa le prove egiziane del sistema, ma del James di mistero per spiegare i principi fondamentali di questo sistema e come si è sparso durante il mondo mediterraneo.

Ciò è a deve leggere. Dà un’altra prospettiva all’idea che i Greci hanno generato la filosofia. L’autore analizza parecchi Greci conosciuti compresi Pythagoras, Aristotle e Platone e le loro dottrine per mostrare come sono realmente egiziani in natura. Persino va per quanto a fare alcune raccomandazioni vive su come mentre la gente di umanità, neri in particolare, può contribuire a cambiare l’idea sbagliata di accreditarle a Greci per le realizzazioni abbiamo imparato dagli Africani. (L’Egitto è stato sempre e sempre sarà una nazione africana.)
Egiziani Exiled: Il cuore dell’Africa

da Moustafa Gadalla

Osservazioni dei lettori:

Ho trovato questo libro per essere molto informativo ed apprezzo particolarmente il fatto che l’autore proviene dall’Egitto. Ho comprato tutti i libri offerte di questo fondamento e tutti vivono fino ad un massimo di questa. Inoltre ho trovato la sua testimonianza per essere uno dei la più corrette ed oneste trattando le origini di civilizzazione egiziana.

Leggere un cliente storico conciso e completo dell’Egitto per i 3.000 anni ultimi. Leggere sugli Egiziani antichi dimenticati, che hanno fuggito le invasioni straniere ed i oppressors religiosi. Leggere come hanno ricostruito il sistema di modello degli Egiziani antichi in Africa, quando l’Egitto in se ha stato bene ad una colonia araba. Leggere sugli Egiziani antichi’ sociali, sistemi economici e e politici e la loro applicazione estesa in secondario-Sahara Africa. Scoprire come i jihads islamici hanno spezzettato e disperso il continente africano in miseria ed in caos infiniti. Scoprire le cause ed il dynamics allineare di slavery africano.
Gli Africani che hanno scritto la bibbia

dal Dott. Nana Banchie Darkwah

Critico:

Qui sono le parti di puzzle

Ciò è un libro grande ma ci sono cose che dovete conoscere. Questo libro è scritto basato sulle somiglianze africane di lingua con quelle dell’Africa attuale, dell’Africa antica e delle parole trovate all’interno della bibbia. Con quello detto, ci sono sitings celebri dalle varie nazioni africane durante l’Africa ad ovest.

La cosa che dovrebbe essere notata è che l’autore dichiara chiaramente che la gente ebrea non è gli ebrei originali. L’autore è sotto l’opinione che la gente ebrea originale era gente africana che a sinistra probabilmente durante il cosiddetto Exodus. La gente oggi ebrea come dichiarata all’interno del libro ancora trasporta i nomi africani. Se leggo questo correctl, quello proviene dalla copertura alla copertura senza pagine di salto, questa è che cosa l’autore ha dichiarato all’interno del libro. Ciò è un lavoro letterario eccellente per tutti i discendenti africani perché fa che cosa tante hanno temuto; collega l’Africa attuale e tradizionale agli Africani antichi ed agli Africani che hanno scritto la bibbia.
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Scelta del redattore
Da Babylon a Timbuktu: Una storia delle corse nere antiche compreso gli Ebrei neri

da Rudolph R. Windsor (introduzione), EL Hagahn (Illustrator)

Un Documentary impressionante di storia Africano-Ebraica antica

Critico:

La scoperta quasi delle informazioni di nonexistence sulle corse africane antiche era un piacere. Essendo quello ho intervistato gli ebrei africani io stesso che so che il sig. Windsor ritrae un cliente esatto di Hebrewisms sparso ai quattro angoli della terra. Inoltre riferisce parecchio il verse della bibbia che sostiene la sua idea. Questo libro legge più come un documentary. Dopo che leggendo il cliente biblico delle circostanze che gli Ebrei prophesied per vivere in uno sappia che non ci è senso che gli ebrei nell’Israele oggi potrebbero venire a contatto della guida di riferimento di prophecy dei periodi antichi. Windsor inoltre precisa l’origine delle corse bianche. Comprarlo questi libro e colloqui della prime terra e gente per esercitarsi nel monotheism. Questo libro awesomely riassume la storia dei Israelites neri ed il loro dio straniero nero.
Origini africane importanti “delle religioni occidentali„

da Yosef A.A. Ben-Jochannan, Yosef B. Jochannan

Descrizione del libro:

Le origini africane “delle religioni occidentali„ principali in primo luogo pubblicate in 1970, continua ad essere uno degli impianti diprovocazione del Dott. Ben. Questo esame critico della storia, della credenza e dei miti, remains istruttivo e fresco. Evidenziando le influenze dell’Africano e le radici di queste religioni, il Dott. Ben rivela una storia del untold che molti preferirebbero dimenticare.
Futuro antico: Gli insegnamenti e la saggezza Prophetic delle sette leggi ermetiche dell’Egitto antico

da Wayne Chandler

Commento del lettore:

Ho fatto la mia trasformare vita dalle informazioni informative in questo libro. Questo libro è pieno delle perle illuminanti di conoscenza che possono azionare ones anima e spirito attraverso l’universo della realtà ad un livello di consapevolezza e dello sconosciuto spiritosi di chiarimento agli uomini moderni. con questo futuro antico del libro, il chandler del professore ha posto la stampa blu di giorno moderno per la gente di tutte le origini etniche per rinviare ad una coscienza spiritosa che accerterà la loro sopravvivenza dal venire impulso spiritoso ed elettromagnetico di energia che sta circa per essere liberata sugli abitanti della terra. Parla del oltrepassare la negazione e della ricezione dell’impulso positivo di energia elettromagnetica che sparerà con la nostri mente, corpo, anima e spirito. Se non siamo nel giusto telaio della mente queste energia ed attrazione gravitazionale elettromagnetica indurranno l’umanità a perdere il suo destruct di auto e di mente.

Ciò è a deve leggere il libro per tutte le corse del mondo e dovrebbe essere tradotta in tutte le lingue del mondo. Per il tempo è attuale per noi è circa fornire l’età del Aquarius. Questo futuro antico del libro dal sig. Wayne B. Chandler è allineare un libro prophetic di saggezza e la relativa rivelazione attuale non è coincidente da nessuna stirata dell’immaginazione, ma divinely ispirato entro tutto il (o forza creativa dell’universo) questo futuro antico del libro cambierà per sempre il senso che osservate le civilizzazioni antiche e passate. Inoltre li aiuterà a capire il mindset e lo psyche di altre corse mentre appartiene i loro processi pensanti e le loro reazioni causa ed effetto ed anche i loro profili ancestral storici.
L’Egitto in Africa

da Theodore Celenko (redattore)

Un lettore da Oklahoma:

L’Egitto in Africa è un libro grande basato su un’esposizione grande del museo ed è buono da vederla amazon.com diretto disponibile. Il libro evita i due estremi popolari di rifiutare a tutto l’Africano le radici e di regolazione della civilizzazione egiziana e di sostenere che qualche cosa e tutto utili nella civilizzazione occidentale erano africani in origine. (Questo libro indica chiaramente che l’Africa ha contribuito così tanto che è insensata screditare i relativi reclami validi dall’esagerazione.) preferibilmente il libro è una calma, un obiettivo e un incentivo così come lo sguardo readible e libero all’Egitto nel relativo contesto africano. Se desiderate capire “l’immagine grande„ quando viene nell’Egitto antico, realmente avete bisogno di questo libro. Un professore di storia di arte.
Immagine di HereThe di scatto del nero nell’arte occidentale, volume uno: Dai Pharaohs

alla caduta dell’impero romano

dal Jr. franco, ecc. del M. Snowden.

Durante il quindicesimo secolo BC, i pharaohs del diciottesimo Dynasty hanno stabilito un impero che si estende dal Euphrates fino la cataratta di quarto (Nubia). Le conquiste del sud hanno messo gli Egiziani in contatto diretto con le popolazioni di colore che hanno continuato a resistere a e controbattere. Nel nero precedente di millennio i guerrieri ed i prigionieri erano comparso occasionalmente nell’arte dell’Egitto, di Crete e della Cipro. L’immagine del nero nell’arte occidentale li mostra, dal metà di-quindicesimo secolo alla scatola verniciata del Tutankhamun che descrive i neri in Negroes realistichi di arte ed inequivocabili sempre più ritratti egiziani.
L’Africa: La storia di un continente programma 01-02 (1986)

(VIDEO)

Basilico Davidson del presentatore

Basato in gran parte sulle immagini dalle caverne, piramidi e tombe, differenti ma uguali, nel volume 1 della serie Africa del quattro-video: La storia di un continente, presenti una descrizione delle colture africane in anticipo, con un’introduzione nell’Egitto classico e uno studio più dettagliato di Meroë. Una delle tesi principali del Davidson del basilico del presentatore, sostenuto dalle fonti di periodo sia dall’Africa che da Europa, è che il razzismo non era ordinario nelle interazioni classiche o medioevali fra Europa e l’Africa. episodio eccezionale in serie’ secondo, acquistante padronanza dei fuochi del Davidson, del continente su tre società africane contemporanee e dei sensi che differenti si sono adattati per prosperare nei loro ambienti. Caratterizza la siderurgia ed avanzamenti di azienda agricola della gente di Nok in Nigeria e del sistema elaborato di credenza religiosa del Dogon nel Mali. La discussione sulla gente di Pokat di allevamento del bestiame del Kenia del Nord è allineare eccezionale. Davidson fa un lavoro spettacolare di dimostrazione della complessità elaborata di che cosa può da alcuno erroneamente essere considerato una società primitiva. Le interviste personali affascinanti con una donna di Pokat circa il lavoro delle donne e degli uomini e con un uomo di Pokat circa ché uomo ha bisogno di prima che possa sposarsi sono il punto culminante di questo studio antropologico ben cotto. – Cesalpina Chace

Descrizione:

Per i secoli, l’Africa aveva luogo ravished tramite il commercio dello schiavo, che ha storto nostro parere sulla relativa gente. Nel programma uno, Davidson indica che l’Africa ha provocato alcune delle civilizzazioni più grandi del mondo. Nel programma due, Davidson mette a fuoco su tre Comunità differenti per vedere come la gente africana intaglia fuori un’esistenza in un ambiente spesso ostile.
Aprendosi allo spirito: Mettendosi in contatto con l’alimentazione Healing del Chakras e di Honouring Spirituality africano

da Caroline Shola Arewa

Una guida spiritosa dotata e un padrone di yoga illustra la radice comune di molte delle nostre tradizioni spiritose con la mitologia e lo spirituality dell’Egitto antico, dell’India in anticipo e dell’Africa ad ovest. 8 piastre di colore. 40 disegni a tratteggio.

Descrizione del libro:

I chakras sono rotelle di energia all’interno del corpo. Questo sistema antico è spesso thougth emergere dalle tradizioni yogic dell’India, ma nell’apertura allo spirito, Caroline Shola Arewa esplora l’importanza dei chakras agli Africani ed agli Egiziani antichi. Illustra la radice comune di molte delle nostre tradizioni spiritose con la mitologia e lo spirituality dell’Egitto antico, dell’India in anticipo e dell’Africa ad ovest.
Di acqua e dello spirito: Rituale, magia ed inizio nella durata di uno Shaman africano

da Malidoma Patrice alcuni

Durante gli anni recenti ci è stato un impulso di interesse nella vita e nelle pratiche tribali indigene, poichè la gente occidentale comincia ritenere gli stirrings delle loro proprie anime tribali indigene ed andare cercare le risposte a coloro che ancora possiede il collegamento con la terra e lo spirito. Mentre mólto è stato pubblicato circa l’americano natale (sia nord che verso il sud), il tibetano, Altaic, ecc. celtico, la vita tribale, piuttosto piccola è conosciuto circa l’Africa. Malidoma un certo libro quindi fornisce un contributo di ispirazione altamente e di benvenuto.

Tutto il westerner che ha ha desiderato mai sapere un Africano pensa dovrebbe leggere questo libro.
Introduzione alle civilizzazioni africane

da John G. Jackson, Runoko Rashidi, John Henrik Clarke (introduzione)

Osservazioni del cliente:

Ciò è un libro eccellente, esso spiega la storia allineare della gente africana. Si occupa del gran numero di distorsione e come la gente africana è stata scritta di storia. Causa di slavery, di razzismo e di propaganda bianca di supremist. Si occupa dell’Etiopia e dell’origine di civilizzazione, mostrante come il primo umano eretto dall’Africa. Se l’Africa desse alla luce all’umanità allora è logico accettare il fatto che l’Africa ha dato alla luce a civilizzazione. Parla dell’Etiopia, l’Egitto antico e Nubia, il Ghana, il Mali, Songhay, ecc. Lui esposizioni sistematiche come gli Africani persino agganciati in mare voyages con prova e prova ampie. Ciò è un eccellente, un obiettivo e un libro bene arrotondato.

Il sig. Jackson non era giusto un erudito in grado, ma era un produttore notevole. Questo libro, come sono i suoi altri (le ho lette tutte), è molto facile da leggere, mai non superando le teste di quelli appena informati delle molte funzioni di storia africana di cui si occupa. I suoi capitoli “sull’Egitto e sullo sviluppo di civilizzazione„ e “l’Africa e la civilizzazione di Europa„ valgono l’intero prezzo del libro. L’introduzione, dal Dott. ritardato John Henrick Clarke, è una dei la cosa migliore che abbia letto. L’introduzione alle civilizzazioni africane è ben documentata ed è, nel mio parere, un classico scritto da un gigante accademico.
Corsa: Realtà delle differenze umane

dal professor Vincent Sarich & Miele franco

Sarich, un’università di California, antropologo emeritus del Berkeley e Miele, un redattore dello scomparto scettico, non possono resistere a denominare la vista corrente che “la corsa non esiste„ a “dogma del pc.„ Rendono valido, se non convincendo, discussioni del loro caso in tre zone. Corsa come concetto, discutono, considerevolmente antedates Europa coloniale, presentante tali esempi come “tomba egiziana con quattro corse„ (poichè un titolo denomina una pittura della tomba) che può indicare “su consapevolezza„ della differenza, ma se quella consapevolezza correla ai concetti “della corsa„ mentre remains attualmente definito indimostrato. Parecchi capitoli sono continuare pesante DNA-hanno basato la ricerca sull’origine e la differenziazione dei sapiens di Homo, qui interpretata come ramificandosi fuori dagli altri hominids abbastanza recentemente per fare le differenze fra il minore della gente molto ma, punto di vista negli autori’, significativo. Si muovono dal progetto umano del Genome nella loro sezione finale, in cui le differenze nell’intelligenza si dicono per correlare ad un concetto della corsa (ma non si dicono essere una giustificazione per distinzione). Questa ultima discussione è affermata su che cosa sembrerà a molti lettori ch’una fede eccessiva nel quoziente d’intelligenza esamina.

Gli autori accetta la teoria dell’Fuori-de-Africa delle origini umane basate su DNA, mtDNA e

Dati del cromosoma di Y. Mostrano come quei dati sostengono la teoria dell’Fuori-de-Africa.
Scattar qui
Religioni & filosofia africane

da John S. Mbiti

Le religioni e la filosofia africane è uno studio sistematico sugli atteggiamenti della mente e della credenza che si sono evoluti nelle molte società dell’Africa. In questa seconda edizione, il Dott Mbiti ha aggiornato il suo materiale per includere la partecipazione delle donne nella religione e l’unità potenziale da trovare in che cosa si è pensato una volta per essere una massa di religioni abbastanza separate.

Mbiti aggiunge una nuova dimensione alla comprensione della storia, pensare e della vita durante il continente africano. La religione si avvicina a da un punto di vista africano ma è accessibile ai lettori che appartengono alle società non-Africane come sono a coloro che si è sviluppato in su nelle nazioni africane.

Dalla relativa prima pubblicazione, questo libro è stato riconosciuto poichè il lavoro standard nel campo dello studio ed esso è lettura essenziale per chiunque interessato della religione africana, della storia, della filosofia, dell’antropologia o degli studi africani generali.
Concezioni del dio nell’Egitto antico: Quello ed i molti

da Erik Hornung, John Baines (traduttore)

Il libro di Egyptologist Joseph Erik il Hornung suggerito Yurco franco ritardato, concezioni del dio nell’Egitto antico: Quello ed i molti, tradotto da John Baines (Ithaca: Pressa dell’università de Cornell, 1982). Ha spiegato, gli Egiziani antichi hanno creduto che il dio potrebbe rivelarsi o lei stessa in tutta la funzione che hanno scelto. Quindi, il dio, il Re, ha fatto 76 illustrare forme differenti, nelle tombe di Ramesside, ma potrebbe anche essere osservato come il disc solare, con lo scarab e la forma ram-diretta dentro; per un’espressione di Trinitarian del dio del sole, con riferimento, di giorno, Khepri a di mattina; Aten al mezzogiorno; e Re-Harakhti nella sera. Altri deities importanti inoltre hanno avuti forme multiple, per esempio Hathor, che potrebbero essere una mucca piena nella forma, o una donna con gli orecchi della mucca, o una donna completamente umana, o una donna in un albero che offre l’acqua fredda ai defunti. In una storia compare ad un herdsman, con un cappotto furry che lo spaventa dai suoi spiriti, ma il seguente giorno, compare come donna bella, con capelli lunghi.

È questo senso di identificare i deities che hanno dato agli Egiziani la capacità di interscambiare le immagini, tuttavia le vede come uno o più deities, o unisce i deities differenti in uno, per esempio Amun-Re, unendo Amun con i Re. Così ugualmente i goddesses hanno avuti l’alimentazione esprimersi nelle forme differenti. Ecco perché Mut può avere testa del lioness’, o una testa umana, porta la doppia parte superiore, o un disc solare quando nella forma di leonine. Il libro del Hornung pone questo fuori in dettaglio bello.

Un altro libro che il Dott. Yurco ha suggerito quando ha insegnato i corsi sulla religione egiziana antica è Siegfried Morenz, religione egiziana, tradotta da Ann Keep (Ithaca: Pressa dell’università de Cornell, 1976).
Civilizzazioni antiche dell’Africa

(Storia generale dell’Africa, volume 2)

dal G. Mokhtar

Pubblicato: 1990

Il volume II riguarda il periodo che comincia alla fine dell’era Neolithic, intorno all’ottavo millennio prima della nostra era. Questo periodo di circa nove mila anni di storia si è suddiviso in quattro zone geograophical importanti, dopo il modello di ricerca storica africana. Capitoli 1 – copertura 12 il corridoio del Nilo, dell’Egitto e del Nubia. I capitoli 13 – 16 si riferiscono agli altopiani etiopici. I capitoli 17 – 20 descrivono la zona dell’Africa più successivamente denominata il Maghrib e la relativa retroterra di Saharan ed i capitoli 21 – 20, il resto dell’Africa così come alcune delle isole nell’Oceano Indiano.

La proporzione di volume di gran lunga più grande II è dedicata alla civilizzazione antica dell’Egitto a causa del relativo posto preponderante nella storia remota dell’Africa.
Città perse dell’Africa

da Basil Davidson (autore)

Descrizione del libro:

Unendo la prova archeological e la ricerca da studioso, Davidson illustra lo sviluppo emozionante dei regni ricchi delle città perse dell’Africa, quindici cento anni prima che le navi europee in primo luogo siano venuto ai puntelli africani.

Inganno storico: La storia di Untold dell’Egitto antico

da Moustafa Gadalla

Inganno storico: La storia di Untold dell’Egitto antico fornisce uno studio fresco, emozionante e lettore-amichevole su storia egiziana antica – una storia che ha sofferto dai pregiudizi ingrained degli eruditi religiosi (cristiano, ebreo, musulmani) che negano che l’Egitto è la fonte delle loro dottrine religiose (particolarmente monotheism); ed eruditi rationalist che negano l’esistenza di scienza e di filosofia prima dei Greci. L’inganno storico è una correzione tanto necessaria a moltissime distorsione, soppressione e smentita storiche. L’inganno storico è un vivace, un aggancio, una stimolazione, una lettura provocatoria, lle facili da leggere e difficile posare.

Commento dei lettori:

Questo testo presenta le informazioni storiche bene basate che bene-sono ricercate e chiaramente comprensibile concernente la cronologia degli eventi biblici e dei partecipanti. Citando le fonti quali il Koran, il Torah, il Talmud, il testo ebraico di Massoretic di vecchio testamento ed il testo greco di Septuagint di vecchio testamento, con un gran numero di riferimenti agli impianti storici più moderni, l’autore fornisce una spiegazione realistica e ragionevole per molti puzzle biblici e contraddizioni apparenti.
L’età dorata di attracco (giornale delle civilizzazioni africane,

Volume 11, caduta 1991)

da Ivan Van Sertima (redattore)

Brani:

Chi sono questi attraccano? Attracca sono gente nera indigena in Mauritania. “Il sig. Chandler ci dice che di una corsa differente di attracchi chi sono stati conosciuti come Garamantes/Caucasians, intermarried con il nero attracca, così si è trasformato in nel tawny del `attracca’ o il bianco del `attracca’.„

Secondo l’antropologo, Dana Reynolds, il Berbers nero originale, che è stato denominato attracca, era gli antenati africani del nord della gente oggi scuro-marrone e scuro-nera del Sahara e del Sahel, pricipalmente quelli ha denominato Fulani, il Tuareg, Zenagha del Marocco del sud, Kunta e Tebbu dei paesi del Sahel così come altri arabi neri ora che vivono in Mauritania e durante il Sahel, includono Trarza della Mauritania e del Senegal, il Mogharba così come le dozzine di altre tribù sudanesi, il Chaamba del Ritaglio e dell’Algeria. Oltre al suo studio molto dettagliato sulle origini e sulle affiliazioni di varie tribù, precisa che gli Africani coinvolgere nell’occupazione Moorish di Iberia non hanno sviluppato appena le cose notevoli in Europa ma anche nelle loro terre natali. Hanno fondato e costruito molte città industrious e prosperose dappertutto il nord dell’Africa e come estremo verso il sud come Timbuktu. Le rovine dei loro molti castelli possono essere viste tanto in Africa del Nord quanto in Andalusia.

Il Westerners ha scelto concentrarsi sul mondo più recente dell’arabo e della gente Berber-parlante e presentarlo come se fosse un mondo che è stato sempre. “È come paragonare il Aztecs di cinquecento anni fa alla miscela etnica dell’America oggi,„ ha scritto Reynolds. “La storia di quando l’Africa del nord era Moorish e l’Arabia, la terra di Saracens, ha ancora dirsi a.„
Oromia: Un’introduzione alla storia della gente di Oromo

da Gadaa Melbaa

Descrizione del libro:

Un cliente della lotta della gente di Oromo per affermare il loro posto nella storia. Il Oromo compone una parte significativa del corno della popolazione dell’Africa. Oromia è un titolo usato per riferirsi al Oromo come entità politica, culturale e sociale. Vivendo nelle nazioni africane orientali, la gente di Oromo è in gran parte sconosciuta a la maggior parte del mondo; questo lavoro alza in su la gente, la loro coltura e le loro lotte.

All’interno del libro di Petrie, una storia dell’Egitto (1896) accennano un gruppo di persone nell’Egitto antico dal nome del Galla Oromo anche denominato. Petrie ha scritto: “Lungamente è stato fa rilevato che gli sphinxes neri, più successivamente appropriati dal Hyksos, avvicinato al tipo del Galla di Abyssinia„.

“Questo inizia un’inchiesta come il collegamento del Galla potrebbe comparire così sui monumenti. Nella distanza e nella progettazione delle tombe della roccia a Qau, Antaeopolis, il programma particolare di quelle tombe, con i corridoi grandi e piccoli gli alloggiamenti annessi, sono stati osservati per essere molto attentamente paralleli a quello delle tempie successive di Nubian. In sia tomba che tempiale il lavoro principale è nella roccia compatta, mentre il forecourt è della massoneria costruita davanti esso. Un’altra caratteristica era martello-funziona uno scavo di una tomba, che evidentemente era stato fatto con le sfere di pietra, come nel funzionamento del granito di Aswan e questa implica un collegamento del sud. Questa gente non compare in alcune annotazioni e tutti i loro monumenti sono stati reappropriated. Hanno andato, tuttavia, uno stile il più notevole della scultura, negli sphinxes che più successivamente sono stati rimossi a Tanis, ma sembra originalmente venire dal EL Kab, dove una parte di un tal sphinx è stata trovata. Il tipo è molto attentamente come quello del Galla. La prova che tutte le sculture più in anticipo di Tanis sono state raccolte là da Ramessu II sembra chiara; e che questi sphinxes sono più in anticipo di il Hyksos è determinato da quei re che li appropriano. Nessun periodo sembra così probabile per loro come il settimo – i decimi dynasties. Il tipo era pesante barbuto, con capelli folti„. Petrie, 1896
L’Africa dal settimo all’undicesimo secolo

(Storia generale dell’Africa, volume 3)

dal I. Hrbek

Pubblicato: 1992

Il periodo coperto nel volume III è dominato da due movimenti del maggiore e da importanza lating nella storia dell’Africa. L’influenza di Islam stava aumentando di nord e di ovest; stava interagendo con coltura africana tradizionale. Nel sud ci era l’espansione Bantù.

Il libro primo dispone l’Africa nel contesto di storia del mondo all’apertura del settimo secolo, prima di esaminare l’effetto generale della penetrazione islamica, l’espansione continua della gente Bantù-parlante e lo sviluppo delle civilizzazioni nelle zone di Sudanic dell’Africa ad ovest.

Capitoli dettagliati che discutono i dynasties islamici successivi dell’Africa del nord e dei loro contatti più larghi, Nubia cristiano, le civilizzazioni dei savannas, delle foreste e del litorale dell’Africa ad ovest, il corno dell’Africa e dello sviluppo interno e dei contatti internazionali del Madagascar.

Tre capitoli concludenti seguono il diaspora africano in Asia, esaminano i rapporti internazionali e la diffusione di tecnologia e delle idee in Africa e valutano l’effetto generale del periodo su storia africana.
Il congresso generale dell’organizzazione educativa, scientifica e culturale di Nazioni Unite (Unesco) alla relativa sedicesima sessione ha insegnato al Direttore Generale ad intraprendere la progettazione di una storia generale dell’Africa. L’operazione enorme di effettuare il progetto è stata affidata a ad un comitato scientifico internazionale che è stato istituito dal bordo esecutivo in 1970. Il comitato ha deciso presentare il covering del lavoro in tre milione anni di storia africana in otto volumi, ciascuno che contengono circa quattrocento pagine di testo con le illustrazioni, le fotografie, i programmi ed i disegni a tratteggio. La storia generale dell’Africa inoltre mette chiaramente in evidenza i rapporti dell’Africa con l’Asia del sud attraverso l’Oceano Indiano ed i contributi africani ad altre civilizzazioni con gli scambi reciproci.

La storia generale dell’Africa è, in una larga misura, una riflessione fedele del senso in cui gli autori africani osservano la loro propria civilizzazione. Con la nomina del comitato scientifico internazionale dei 39 membri, due terzi africano ed un terzo non-Africano, che assume la responsabilità intellettuale della storia generale dell’Africa.
“Uno dei progetti accademici più ambiziosi da intraprendere in questo secolo.„
L’Africa nel diciannovesimo secolo fino al 1880s

(Storia generale dell’Africa, volume 4)

dal J.F. Ade Ajayi

Pubblicato: 1998

Coperture del volume VI la storia dell’Africa dall’inizio del diciannovesimo secolo all’inizio “dello scramble„ europeo per il territorio coloniale nel 1880s.

Nonostante un commerciale europeo crescente, la presenza religiosa e politica durante il secolo, influenze esterne è stata ritenuta indirettamente dalla maggior parte delle società africane ed hanno fatto una varietà dei tentativi culturalmente distintivi di modernizzare, espandersi e svilupparsi. Due serie di eventi influenti – il Mfecane in Africa del sud con le relative ramificazioni centrale ed in Africa orientale ed i movimenti dei reformers musulmani in Africa ad ovest – dovuti piccolo o niente ad influenza ed alle figure straniere prominente in otto dei capitoli.

The book opens with four thematic chapters examining the major forces at work in African society at the beginning of the century; Africa’s changing role in the world-economy; new trends and processes; and the effects of the abolition of the slave trade. These are followed by twenty-three chapters detailing developments in the various regions. Two concluding chapters trace the African diaspora and assess the state of the Continent’s political, economic and cultural development on the eve of the European conquest.
Daily Life of the Nubians

by Robert Steven Bianchi

Published: 2004

Description:

Until recently little was known about ancient Nubia and day-to-day lives of the Nubian people aside from knowing it was a civilization contemporary with, distinct from, and living under the shadow of Ancient Egypt. Nubia existed from about 3500-300 BCE, close to 3,000 years. Thanks to recent massive archeological surveys, we now have a much clearer picture of Nubian civilization, what they ate, how they dressed, how they cared for their dead, their military triumphs and defeats, where their cities were built, and what they looked like. Of course they underwent dramatic changes over time, and these are noted where appropriate. Though often confused with the Ethiopians of Greek lore, little doubt remains that Nubians were in fact black African peoples, and their civilization has been claimed by many as proof of a sophisticated and ancient black African society.

For ease of use by students, the work is organized chronologically. Each chapter is divided into convenient subheads that detail military and warfare, government, language, relations with neighboring civilizations; work and the economy, engineering and architecture, housing, transportation, family life, life cycle events, women’s roles, art, music and dance, literature, science, and religion. It includes a historical timeline of Nubian history, a glossary of Nubian terms, and a bibliography for further reading. Throughout the work, Bianchi, an expert on the Nubians, shows how the modern world has little by little come to discover and recognize the distinctiveness and importance of Nubia in ancient history. This work will replace all earlier resources on Nubian life and will provide school and public librarians with the most up-to-date and historically correct information on the Nubians.
Greater Ethiopia : The Evolution of a Multiethnic Society

by Donald N. Levine

Published: 2000

Editorial Reviews:

Greater Ethiopia combines history, anthropology, and sociology to answer two major questions. Why did Ethiopia remain independent under the onslaught of European expansionism while other African political entities were colonized? And why must Ethiopia be considered a single cultural region despite its political, religious, and linguistic diversity?

Donald Levine’s interdisciplinary study makes a substantial contribution both to Ethiopian interpretive history and to sociological analysis. In his new preface, Levine examines Ethiopia since the overthrow of the monarchy in the 1970s.

“Ethiopian scholarship is in Professor Levine’s debt. . . . He has performed an important task with panache, urbanity, and learning.”–Edward Ullendorff, Times Literary Supplement

“Upon rereading this book, it strikes the reader how broad in scope, how innovative in approach, and how stimulating in arguments this book was when it came out. . . . In the past twenty years it has inspired anthropological and historical research, stimulated theoretical debate about Ethiopia’s cultural and historical development, and given the impetus to modern political thinking about the complexities and challenges of Ethiopia as a country. The text thus easily remains an absolute must for any Ethiopianist scholar to read and digest.”-J. Abbink, Journal of Modern African Studies

Culture and Customs of Egypt (Culture and Customs of Africa)

by Molefi K. Asante

Book Description:

Modern Egypt blends African history and geography with Arab culture and religion. With its position at the crossroads of Africa, its status as a major Islamic nation, and continuing interest in its ancient monuments, Egypt makes for fascinating study. This volume provides an accessible, up-to-date overview of a society that greatly evolved, yet retains traces of attitudes and behaviors from the days of the Pharaohs.

About the Author:

Molefi Kete Asante is Professor, Department of African American Studies, Temple University. He is the author of more than 50 books, including The Egyptian Philosophers (2000).

Upper Egypt: Life Along the Nile

by Nicholas S. Hopkins (Editor)

Book Description:

Upper Egypt. Life along the Nile describes life in the southern part of Egypt in the twentieth century. The book represents some of the most recent social and cultural research in the area, and it focuses on aspects of Egypt that tend to disappear in the background of the attractions that tourists see. The authors have done field research in Upper Egypt. This is one of the few recent books contributing to our understanding of this neglected region, which is based on first hand knowledge of local conditions. The book contains articles on agriculture and irrigation, language, religious life among Muslims and Christians, Sufism, customary law, crafts and craftsmen, and tribalism.

Book has lots of photos of modern Egyptians.
Sudan: Ancient Kingdoms of the Nile

Excellent coffee table book: 12.5 x 9.4 x 1.4 inches; Sudan possesses, among other things,

223 pyramids. This book has 400 pages of color photos of Nubian Kings & Queens, and their artifacts and treasures. Nubian photos you will not find on the internet.

Contents: The Prehistory of Sudan; 6,000 years ago; A-Group and Pre-Kerma; The First Kingdoms;

C-Group; The Kingdom of Kerma; Egypt in Sudan; The Image of the Nubian in Egyptian Art; Napata and the Kushite Dynasty; Kings of the Sacred Mountain; Napata and the Kushite Twenty-fifth Dynasty of Egypt; The Kingdom of Napata and Meroe; The Kingdom of Meroe; Meroitic Writing and Language; The Meroitic Pantheon; Meroitic Treasure; Meroitic Ceramics; Meroe and Hellenism;

Late Meroitic Culture; Meroitic Architecture

Authors: Salah Mohamed Ahmed; Charles Bonnet; Fredrich Hinkel; Hassan Hussein Idris; Timothy Kendall; Lech Krzyzaniak; Jean Leclant; Karl-Heinz Priese; Jacques Reinold; Dietrich Wildung
Early Art and Architecture of Africa (Oxford History of Art)

by Peter Garlake

“There is nothing else like it. A sure guide to the Africa of ancient marvels and scenes of confrontation in times and places long forgotten or unknown.” Basil Davidson

This new history of over 5000 years of African art reveals its true diversity for the first time. Challenging centuries of misconceptions that have obscured the sophisticated nature of African art, Peter Garlake uses the latest research and archaeological findings to offer exciting new insights into the period between 20,000 BC and 1500 AD. All the main regions are covered: southern Africa, Nubia, Aksum, the Niger River, West Africa, Great Zimbabwe, and the East African coast.

Acknowledging the universal allure of the African art object, this book restores it to its original social and historical context, helping us to understand more about the ways in which this art was produced, used, and received.

• 112 illustrations with 64 in full colour

• Invaluable guides to museums, galleries, and websites
The Nubian Past: An Archaeology of the Sudan

by David N. Edwards

348 pages

Routledge (October 30, 2004)

In this book David Edwards, a distinguished specialist in Sudanese archaeology, provides the readers with a very useful and exhaustive outline of the history of the Sudan during the Holocene (from c. 10,000 BC to the present), mainly on the basis of the archaeological evidence which has been brought to light in the last thirty years.

The book is divided into nine chapters about the following topics: Nubia, the Sudan and

Sudanic Africa; Hunters, fishers and gatherers (c. 10,000–5000 BC); The Neolithic (c. 5000–3000 BC);

Kerma and Bronze Age Kush; The Kushite Revival (XXV Dynasty and kingdom of Napata);

Meroitic Kush (c. 300 BC–AD 350); Post-Meroitic transitions (c. AD 350–550); Medieval Nubia

(c. AD 500–1500); and Post-medieval Sudan and Islam (c. AD 1500–1900).

The Rescue of Jerusalem: The Alliance Between Hebrews

and Africans in 701 B.C.

(Paperback – 444 pages – Soho Press (April 1, 2003)

by Henry T. Aubin

From Library Journal:

Aubin argues that the Kushite rescue of Jerusalem from certain annihilation in 701 B.C.E. instigated the Jewish concept of being God’s “elect” and was therefore a seminal event in the development of Zionism. Dealing competently with the biblical and historical sources despite what some might see as a lack of formal training in this area (he is a journalist instead of a historian, though he did do graduate work in history at the University of Strasbourg), Aubin asserts that the Kushites black Africans who ruled Egypt at this time saved the city from destruction by the Assyrians. According to Aubin, historians accepted this view until the late 19th century, when colonialism impinged on the European perception of these events; suddenly, the theory that an epidemic weakened the Assyrian army rose to prominence. Aubin asserts that this was one of the most important battles in history; had the Assyrians wiped out Jerusalem, there would have been no Christianity or Islam. Whether or not one accepts his conclusions, this work is a wonderful exercise in historiography. Recommended for all academic libraries. Clay Williams, Hunter College Library, City University New York
The Nubian Pharaohs: Black Kings on the Nile

by Dominique Valbelle & Charles Bonnet

Product Details:

Hardcover; 216 pages

Published: February 2007

Description:

In 2003, a Swiss archaeological team working in northern Sudan uncovered one of the most remarkable Egyptological finds in recent years. At the site known as Kerma, near the third cataract of the Nile, archaeologist Charles Bonnet and his team discovered a ditch within a temple from the ancient city of Pnoubs, which contained seven monumental black granite statues. Magnificently sculpted, and in an excellent state of preservation, they portrayed five pharaonic rulers, including Taharqa and Tanoutamon, the last two pharaohs of the ‘Nubian’ Dynasty, when Egypt was ruled by kings from the lands of modern-day Sudan. For over half a century, the Nubian pharaohs governed a combined kingdom of Egypt and Nubia, with an empire stretching from the Delta to the upper reaches of the Nile.

The seven statues, with their exquisite workmanship, transform our understanding of the art of this period. In particular, the colossal statue of Taharqa–almost certainly done by an Egyptian sculptor–is a masterpiece of stone artwork. Beautifully illustrated with over 170 color photographs, The Nubian Pharaohs illuminates the epic history of this little-known historical era, when the pharaohs of Egypt came from Sudan. In this major new book, which combines the latest archaeological research with stunning photography, Charles Bonnet and Dominique Valbelle narrate the incredible story of their discovery–one that will change our understanding of Egypt and Africa in the ancient world.
Genesis of the Pharaohs

by Toby Wilkinson

Product Details: 208 pages; (2003)

Peer Review Excerpt:

Genesis of the Pharaohs: Genesis of the ‘Ka’ and Crowns?

by Timothy Kendall, Archaeologist

In his Genesis of the Pharaohs, Toby Wilkinson shines new light on the Predynastic by demonstrating that the majority of rock drawings in the Eastern Desert of Upper Egypt date to Naqada I (c. 4000–3500 BC). Since the petroglyphs depict wild African fauna, hunters with bows and dogs, and men herding cattle, it is clear that the now nearly lifeless region up to 100 km east of the Nile between Quft and Hierakonpolis was at this time a well-watered, well-populated, game-rich savanna. That the rock artists were not mere isolated pastoralists but also part-time Nile dwellers is evident because their works commonly include boats. This implies that the artists probably moved from river to range in seasonal cycles. Because of this, and the fact that so many of the drawings echo subjects in later Egyptian art, Wilkinson makes a compelling case that the rock artists were the ancestors of the dynastic Egyptians. His conclusion: “the heavy reliance of these people on herding and hunting rather than agriculture suggests that their roots — and indeed the roots of Egyptian civilization — lay not so much along the Nile but in the pre-arid Sahara.”
Learn to read hieroglyphics

Egyptian Language Easy Lessons in Egyptian Hieroglyphics

by E. A. Wallis Budge (The father of Egyptology)

This remains the classic introductory volumn for beginners.

also purchase:

Egyptian Hieroglyphic Dictionary, Vols 1 & 2 by E. A. Wallis Budge

This should be on every students shelf.

King Solomon & the Queen of Sheba

by Blu Greenberg, Linda Tarry, Avi Katz (Illustrator)

Reading level: Ages 4-8

Reviewer:

I picked up this book at the library as reading material for my 17-month-old son. He (and I) loved the illustrations. I appreciated it being a real Bible story, and a history lesson–marvelously illustrated in 48 pages; but this books goes where most authors and illustrators don’t. You won’t see this version of the story in movie theatres. I did additional research to verify the accuracy of its’ contents and I discoverd everything to be valid. This book should be read by all African-American children (and adults). They won’t read about their kings and queens in textbooks as others are portrayed–which is a dis-service to their culture. I purchased three copies for myself and will be purchasing more as gifts.

Sudan Ancient Treasures: An Exhibition Of Recent Discoveries

From The Sudan National Museum

by Derek A. Welsby (Editor), Julie R. Anderson (Editor)

Published: 2004

Hardcover: 336 pages; Over 300 color photos of artifacts

Description:

A comprehensive survey of Sudanese ancient cultures, the history of archaeology in Sudan, current work and recent trends. The Sudan is the largest country in Africa. For millennia it has been the zone of contact between the peoples of Central Africa and those emanating from the Mediterranean world. The National Museum in Khartoum houses one of the finest collections of antiquities from the Nile Valley and is of international importance; however, the vast quantity of material is in store and has rarely if ever been seen by the public. This exhibition will seek to display some of the finest objects produced during all phases of human settlement from the Palaeolithic through to the Islamic period.
Ancient African Metallurgy: The Sociocultural Context

by Michael S. Bisson, S. Terry Childs, Philip De Barros, Augustin F. C. Holl, and

Joseph O. Vogel (Foreword, Editor)

Book Description:

Gold. Copper. Iron. Metal working in Africa has been the subject of both public lore and extensive archaeological investigation. In this volume, four leading archaeologists attempt to provide a complete synthesis of current debates and understandings: Where how and when was metal first introduced to the continent? How were iron and copper tools, implements, and objects used in everyday life, in trade, in political and cultural contexts? What role did metal objects play in the ideological systems of precolonial African peoples? Substantive chapters address the origins of metal working and the technology and the various uses and meanings of copper and iron. An ethnoarchaeological account in the words of a contemporary iron worker enriches the archaeological explanations. This book provides a comprehensive, timely summary of our current knowledge. This volume will be of great value to scholars and students of archaeology, African history, and the history of technology.

This entry was posted on Wednesday, April 11th, 2007 at 6:50 pm and is filed under THE DRAVIDIANS WERE(ARE) BLACK!, THE ANCIENT ELAMITES WERE BLACK!, THE SUMERIANS WERE BLACK!, BLACKS IN CUBA, BLACKS IN MELANESIA, BLACKS IN MEXICO, BLACK CIVILIZATIONS, BLACKS IN FRANCE, BLACKS IN EUROPE, THE OLMECS WERE BLACK!, BLACK BOOKS YOU MUST READ!, BLACKS IN INDIA, BLACK CHILDREN, BLACK MEN, BLACK CULTURE, BLACK PEOPLE, BLACK WOMEN, THE BLACK RACE, THE ANCIENT EGYPTIANS WERE BLACK!, THE ANCIENT JEWS WERE BLACK!, BLACK RELIGION, BLACK NATIONALISM, AFRICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

One Response to “GREAT BOOKS ON BLACK CIVILIZATIONS FROM HOMESTEAD.COM”
Mary Ann Says:

July 5th, 2007 at 3:10 pm
I am wanting to purchase the book: Melanin: The Chemical Key To Black Greatness The Series

Please respond to this email address if you know where copies can be purchased: mm3038thrives@aol.com

Thanks

BLACK IS BEAUTIFUL TRANSLATED INTO ITALIAN BY GOOGLE # 1

July 17, 2007

from google.translate.com

IL NERO È BELLO!
DEDICATO A NEREZZA DI SAVING UNIVERSALMENTE!
——————————————————————————–
“MALCOLM X: „ IL NEGRO DELLA CAMERA ED IL NEGRO DEL CAMPO„: DISCORSO A SNCC WORKERS, SELMA, ALABAMA, FEB.4, 1965SONO I DIAVOLI DELLA CORSA BIANCA?: UNA DISCUSSIONE DALLE VOCI NERE DELL’AOL„“PAN-AFRICANISM: IL PERCORSO DI TORTUROUS DI UNA CORSA “DA NAIWU OSAHON
da: exodusnews.com

Storia il giovedì 5 aprile 2007

Pubblicato: 12 agosto 2002

PAN-AFRICANISM
IL PERCORSO DI TORTUROUS DI UNA CORSA
Da Naiwu Osahon
Movimento Vaschetta-Africano del mondo del capo

Naturalmente, gli Africani hanno venduto il loro kith e parentele in slavery. Sì, i commercianti slave ci hanno trovato i complici disposti ed in cambio degli articoli ridiculous poco costosi come uno specchio, un tabacco, il cutlass, la pistola o una bevanda, abbiamo fatto i loro lavori sporchi per loro.

Ma se li invitare a ritenere colpevoli circa il nostro ruolo negativo nello slavery, nonsiete essendo realistichi perché gli Africani, come l’altra specie della razza umana, hanno loro propri greedy anche. In termini relativi comunque, soltanto una minoranza degli Africani molto piccola ha tratto giovamento commercialmente dal nostro enslavement che considerano le quantità di specchi ecc che hanno acquistato e sono state detestate dalla maggioranza prigioniera. I nomi di tali traitors africani come il Kosoko rinomato di Lagos ancora invocano oggi l’avversione in Africani una volta accennati mai.

Collettivamente, gli Africani non hanno capito che slavery era realmente tutto il circa. Anche compreso i traitors, non abbiamo avuti idea che non vedessimo mai ancora nostri cari o quanto lontano l’oceano ha allungato per mantenerlo oltre noi. I genitori hanno sperato che i loro bambini che sono rapinati nello slavery fossero no più difettoso trattato di noi trattano i nostri houseboys oggi. Houseboys o le ragazze in Africa è schiavi in un senso ma lo slavery ad un Africano è come un’approvazione. L’Africa è quasi un sistema libero di slavery, più analogo del sistema greco o romano. Un genitore che non può fare fronte a portare su un bambino può cosegnare il bambino ad un altro genitore in una posizione migliore per dare al bambino una buona sede. Un genitore può dare un bambino ad un capo perché solitamente, i capi sono disposti bene per fornire l’alimento ed il riparo attraverso i sistemi fiscali comunali. Lo schiavo in una sede africana ha spesso i diritti del bambino adottato.

Anche ora, cento anni dopo che l’estremità presunta per attraversare lo slavery atlantico, Africani sul continente ancora non sapesse gli Africani asserviti inferno sono andato attraverso nelle mani dei padroni slave.

Avete mantenuto la vostra prospettiva storica su slavery intatta mentre in Nigeria per esempio, l’unico ricordo di esso è una catena slave solitaria conservata come attrazione turistica in una capanna run-down in Badagry, un sobborgo litoraneo di Lagos. Il Ghana ha prova più terrificante nei loro castelli fantastici, ma gli Africani sul continente appena visitano o riferiscono alla prova. Uno dei castelli nel Ghana è stato dato all’associazione africana dei discendenti. Hanno un libro che dell’ospite firmate ed osservando attraverso, vedete le osservazioni molto personali ed impressionabili dagli ospiti neri dall’estero al castello. Per voi, la reazione una volta affrontata a maledire la prova è dolorosa. È doloroso ricordarsi di che siete stati venduti qui come i bestiami ma per noi Africani sul continente, la nostra memoria di slavery è completamente in bianco.

Li abbiamo venduti alright in slavery ma l’Africa nell’insieme non era l’attesa giusta da smembrare senza una lotta. I nomi dei nostri nazionalisti, principalmente re e regine del guerriero abbondano: La regina Nzingha dell’Angola, re Nana Kwamena Ansa del Ghana, Nehenda dello Zimbabwe, Anowa del Ghana, re Prempeh, il Jaja di Ashanti di Opobo, regina Idah della città del Benin, Oba Overamwen Nogbaisi della città del Benin, signora Tinubu di Lagos, regina Amina di Zaria, Behanzin Hossu Bo Willi del Dahomey, Samory Toure del Mali, Moremi di Ile-Ife, Mohammed Ahmed il Mahdi del Sudan, Nefertiti di Nubia, Mohammed Ben Abdulla Hassen il Mullah pazzo di Somaliland, Chaka lo zulù e molti altri, ha fatto loro il buon resoconto nel nostro honour. Gli Africani hanno dovuto essere battuti e navi a bordo trascinate dello schiavo.

PAN-AFRICANISM MILITARE
Sulle navi slave, molti Africani starved alla morte, hanno tagliato le loro proprie gole con le loro unghie, si sono gettati fuori bordo per fuoriuscire la tortura e lo slavery ed abbastanza un certo numero loro è riuscito dentro sopra alimentare i loro rapitori ed assumere la direzione delle loro navi slave come era il caso con AMISTAD o Joseph Cinque, il figlio di un re di Mendi della Sierra Leone.

Sulle piantagioni, sugli Africani continuati i loro atti della ribellione con sabotaggio sul lavoro o funzionando via nelle paludi, nelle foreste e nelle montagne appena accessibili per continuare la lotta per la loro libertà. Gli Africani cursed i loro tormentors nelle canzoni del lavoro, hanno comunicato con a vicenda, anche sotto le limitazioni severe, con la lingua di corpo ed i segni ed hanno trasformato il loro indottrinamento religioso al loro vantaggio dalla sostituzione, per esempio, dadel cielo del `’ con `Africa’ nelle canzoni cristiane circa le gioie di cielo. Volando via a Zion ed attraversare il fiume Giordano sono state tradotte dagli schiavi per significare la sede di ritorno allegra in Africa attraverso l’Atlantico. La morte è stata vista mentre i mezzi benvenuti di rinvio in Africa e con quello, schiavi africani hanno conquistato il timore di tortura e della morte.

Fra gli schiavi, una delle nostre caratteristiche cattive presto ha cominciato a mostrare. Gli schiavi hanno spiato su altri schiavi per vincere una tazza lousy di porridge. Hanno denunciato la riservatezza per guadagnare i piccoli favori dai loro padroni ma la nostra natura più fine ha soprafato e prodotto molti nazionalisti e inspirers della libertà nel nuovo mondo come: Blyden, Frederick Douglas, Turner nazionale, SAM Sharpe, Gabriel Prosser, Danimarca Vasey, Paul Cuffe, Harriet Tubman, verità di Sojourner, Martin R. Delany ed altri numerosi.

Allora è venuto l’agosto 1791, quando gli schiavi dell’isola del San Domingo si sono rivoltati sotto la direzione di Toussaint la L’ Ouverture, Boukman, Dessalines ed il Henry Christophe. La lotta ha durato dodici anni, e nel frattempo, hanno sconfitto a loro volta, i bianchi locali ed i soldati del monarchy francese, una forza spagnola di invasione, una spedizione britannica di circa 60.000 uomini e una spedizione francese del formato simile sotto il brother-in-law del Bonaparte. La sconfitta della spedizione del Bonaparte in 1803 ci ha dato l’Haiti, il nostro primo anti-slavery indipendente dichiara.

La sommossa è la sommossa slave più riuscita nella storia e citare C.L.R James in Jacobins nero: “Le probabilità che ha dovuto sormontare è prova della grandezza degli interessi in questione. La trasformazione degli schiavi, tremolante nelle centinaia prima che un singolo uomo bianco in una gente in grado di organizzarsi e sconfiggere le nazioni europee più potenti del loro giorno sia uno dei epics grandi di lotta e del successo rivoluzionari.„

Il giro dell’Haiti ha ispirato altre guerre di liberazione ed in particolare lo sviluppo del che prof. John Henrik Clarke ha descritto come vaschetta intellettuale Africanism del `,’ ha espresso immediatamente allora attraverso la costruzione di culturale ed i legami religiosi attraverso dichiarano le barriere.

Per citare John Henrik Clarke in vaschetta Africanism, una breve storia di un’idea: “In 1804, Jacques Dessalines, il Regolatore-Generale dell’Haiti, ha pubblicato un appello affinchè i neri americani si depositino nella sua isola. In 1819, Henri Christophe, re dell’Haiti, ha negoziato per lo stabilimento di 200.000 Americani neri che infine si sono depositati in Liberia. La Danimarca Vasey ha cercato l’assistenza dell’Haiti nella sua cospirazione slave di 1822. Jean-Pierre Bayer, che più successivamente è diventato presidente dell’Haiti, spinto per emigrazione simile e la società del Maryland Haitan è stato formato in 1921 dai neri liberi per facilitare l’emigrazione.„

Nel continente in se, la Vaschetta-Africanists militare stava reagendo al cosiddetto scramble per l’Africa, che in effetti era la trasformazione del diciannovesimo sistema in anticipo di secolo di slavery nel sistema del colonialismo – un’estensione di slavery. Due nuove alimentazioni europee (la Germania ed il Belgio) hanno fornito la scena e con le vecchie alimentazioni coloniali (pricipalmente Inghilterra, Francia e Portogallo) hanno cominciato a spargere il loro controllo dalle stazioni litoranee della tenuta alla ostacol-terra. Ci era molta rivalità fra i dispositivi usati per disturbare così, come un mazzo di macellai affamati del demon, ha montato intorno ad una tabella a Berlino in 1884, lame di scultura a disposizione, programma dell’Africa come loro stimato rinforza, al taglio via al soddisfare del loro cuore. Vandalising le nostre risorse economiche oltre riconoscimento per arricchire le loro patrie. Rovinare la nostre mente e personalità con la loro religione. Trasformandoli in le scimmie della loro coltura decadent.

Abbiamo combattuto indietro con, per esempio, le guerre zulù in Sudafrica, le guerre nel Sudan, le guerre di Mahdi o islamiche di Ashanti nell’oro costeggiano ed altri che durare i cento anni futuri.

PAN-AFRICANISM INTELLETTUALE
La vaschetta intellettuale Africanism ha ricevuto una spinta con la relativa serie di congressi da 1900. Europa con riluttanza ha assegnato alcuni di noi l’indipendenza della bandierina del `’ con fanfare deafening per distract la nostra attenzione mentre hanno rimasto tranquillamente sopra nell’apparenza del neo-colonialismo. Ora i loro cartelli bestride il nostro continente come i polipi giganti, schiaccianti ed assorbenti tutte le iniziative indigene gettate in loro percorsi.

La domanda ora è, perchè ha vaschetta intellettuale Africanism, a cui l’Africa ceduta la relativa militanza, non diretta i nostri tormentors durante cento anni dei congressi d’organizzazione? Perchè siete voi ancora i diseredati qui e la I la loro parte posteriore del footmat in Africa?

Un avvocato di Trinidadian ha denominato Henry Sylvester Williams, esercitandosi in Gran-Bretagna allora e si è sposato ad una donna bianca, riunita il congresso africano della prima vaschetta in 1900.

Sono informato delle discussioni per e contro il Henry Sylvester Williams come figura importante nel movimento e nell’io africani di coscienza pensare che potendo denominare una vaschetta congresso africano allora debba conferire un certo honour sul sig. Williams.

Ciò non è di dire, tuttavia, che il contenuto di questo congresso dovrebbe fuoriuscire il giudizio critico di storia. Al congresso africano della vaschetta del sig. Williams’ hanno partecipato trenta delegati principalmente dagli S.U.A. e dalle Indie ad ovest. I relativi obiettivi erano fungere da tribuna della protesta contro il aggressiveness dei colonialists bianchi; per introdurre la gente della discesa africana nel mondo intero nel tocco più vicino tra loro; e per iniziare un movimento che fisserebbe a tutte le corse africane che vivono nei paesi civilizzati, i loro diritti completi e promuoverebbe i loro interessi di affari.

Il nostro Sylvesters dei 1900s non ha avuto ovviamente moltissimo rispetto per l’Africa se dovessero descriverli come uncivilised. Comunque, non hanno cammuffato il fatto che il congresso era di promuovere i loro diversi interessi riservati di affari nel nostro nome.

Realmente, l’allocuzione d’apertura del congresso è stata data allora dall’uomo bianco, il Bishop di Londra, che ha sostenuto i bisogni degli Africani: “Essere istruito in un senso di self-government responsabile.„ Quello non condescending?

Il congresso ha richiamato una petizione alla regina Victoria con il governo britannico che protesta allora contro il trattamento degli Africani in Sudafrica ed in Rodesia. La petizione, in un nutshell, potrebbe essere interpretata nell’idioma moderno come segue:

La nostra regina mighty e generosa,
La madre dell’universo,
Quello grande senza difetto,
Di chi perdono
non siamo degni di,
Ma di cui misericordia cerchiamo tutti gli stessi
essendo i vostri servi meek e dutiful,
Consolidato e civilizzato
nel calore della vostra matronly bontà.
Elemosiniamo il vostro majesty sulle nostre ginocchia piegate
per risparmiare un pensiero, comunque, piccolo,
Per quelli abbiamo lasciato nelle giungle dell’Africa.
A quale tutto il goddess bianco di conquista ha risposto:
“Ragazzi giusti, vedrò che cosa posso fare.„

Non citare questo come la ragione per la quale il congresso del sig. Williams’ non è contato oggi fra i nostri congressi africani della vaschetta, ma sarei sorprendo se altri motivi sono più forti.

Il Dott. W.E.B DuBois ha assistito che primo congresso e sembra notevolmente essere influenzato da esso. Molto è stato scritto e si detto circa il Dott. DuBois. Che era mai la stella più luminosa graced il nostro firmament delle idee o delle parole a quell’effetto. Sono troppo illogico persino per cominciare a sfidare una tal reputazione in tutto il senso. Così, se pardon me, non prenderò niente via da questo colossus intellettuale. Ma ho problemi accettare che lo ha servito affatto più meglio il Henry povero Sylvester che Williams. Sto parlando di come DuBois si riferisce a me come individuo. So che DuBois ha scritto un certo pensiero che provoca i libri nel suo tempo di vita ed ha denominato la vaschetta quattro congressi africani fra 1919 e 1927 che hanno regolato nel movimento la tradizione che ora lo ha portato a questo punto nella storia della vaschetta Africanism.

Ma DuBois egli stesso non esatto mai per essere il fuoco indispensabile in nostro chequered il viaggio. Dopo tutto, ammette nel suo saggio: Quattro congressi, quello, attraverso i suoi congressi, non era a nostro favore: “controllo di ricerca della nostra vita economica e sociale né della nostra indipendenza.„ Così, potremmo essere tentati per chiedere: Che cosa questo uomo brillante stava cercando nel nostro nome allora?

Sappiamo, per esempio, che DuBois era a metà nero e mai stanco di ricordo del tutto che si sia preoccupato per ascoltare lui circa la sua metà bianca aristocratic. Occuparseli, suo era molto l’era dello più scuro voi sono basso ulteriore la scaletta sociale di progresso che sono stati limitati. Così, DuBois non ha avuto rispetto per Garvey, non perché Garvey era scuro eventualmente.

I congressi di DuBois’ hanno dissociato dalla posizione africana della vaschetta patriotic dell’associazione universale di miglioramento del Negro (UNIA) di Marcus Garvey, optante preferibilmente, per le tattiche piuttosto addomesticate di elemosinare Europei gentile essere piacevoli ai loro servi africani. Garvey ha desiderato il progresso africano con gli sforzi di auto e di autosviluppo. DuBois ha insistito che la cooperazione con i bianchi era vitale alla nostra lotta. Infatti, il discorso di apertura DuBois di europeo’ ha sostenuto che al congresso africano della prima vaschetta i governi non erano i nemici degli Africani, un sentimento che ha condito tutte le sue risoluzioni in seguito a nostro favore.

I bianchi hanno risposto aiutando programmi di DuBois’ mentre con veemenza opponevano e screditando Garvey e vietando i giornali del Garvey durante l’Africa.

Ma gli Africani ordinari hanno dimenticato Garvey? Può essere una storia piccola dal mio passato può contribuire a fornire una risposta possibile. È una storia allineare circa la mia madre. Non ho detto a mai chiunque la storia prima ed io sperassero che la mia madre lo perdonasse per esporla così faraway dalla sede. Non so se potete indovinare la mia età ma la mia madre è oltre settanta anni e non è stata mai all’interno delle quattro pareti di alcuna scuola. Non è qualcosa amplificare circa ma quella è la posizione. Non ha avuta mai l’occasione andare alla scuola. È l’immagine di maternità africana antica, il tipo la televisione bianca pensa che taunting noi con. La mia madre non guarda la televisione bianca e che non la manca che.

Una sera dopo una fine settimana occupata delle pubblicazioni della lettura sul Dott. DuBois e Marcus Garvey, ho ritenuto come prendere in giro la mia madre poco. Gli ho chiesto improvvisamente, metà prevedente i secchi rifiuti, se avesse sentito parlare mai un uomo denominato Marcus Garvey? La mia madre, senza sembrare pensare seriamente alla mia domanda detta nella mia lingua madre, Bini: “È che il non nostro figlio che ha vissuto all’estero?„

Ero il suo soltanto figlio che aveva vissuto all’estero fino a quel tempo non lo ha significato così ovviamente che. Prodded il suo ulteriore e trovato che denominando il figlio del Garvey, la mia madre non solo stava appropriando Garvey, stava mostrandole l’orgoglio in lui come figlio africano dedicato.

Consigliato a tramite la mia scoperta, gli ho chiesto riguardo a DuBois: “Non ho sentito parlare mai quell’,„ ha detto subito ma non colpevole. Ancora non ho potuto calcolare fuori come la mia madre illetterata che non aveva viaggiato mai più di venti chilometri dalla nostra base di origine potrebbe riferire a Garvey e non a DuBois. Non ho provato ad influenzarlo sulla materia da uno. Non penso che sappia circa le mie attività nel movimento africano della vaschetta ancora. Sto conservando la mia scossa per quando spero di chiederle durante circa dieci anno, che cosa conosce circa il suo figlio reale.

Se a quel punto, le mie attività nella vaschetta che il movimento africano ancora direttamente non ha toccato le durate dei simili della mia madre, allora esso sarebbero difficili affinchè me sostengano essere relative.

Non li desidero andare via pensare che non abbia rispetto per il Dott. DuBois. Naturalmente, era un uomo grande, solo quello lui non è riuscito mai a vincere la mia madre illetterata sopra al suo lato come Garvey ha fatto e quello è che cosa sta importunandolo realmente circa la vaschetta intellettuale Africanism.

INDIPENDENZA DELLA BANDIERINA
Il congresso africano della quinta vaschetta era quello serio primo nel senso di riacquisto. Senza relative caratteristiche GRASSETTO, la necessità di continuare i congressi sarebbe stata persa per sempre.

Il congresso, tenuto a Manchester in 1945, ha coinciso con il secondo congresso della federazione del mondo dei sindacati, così permettendo a parecchi delegati del sindacato dal mondo africano di assistere per la prima volta ed estendere alla base intellettuale stretta del congresso africano della vaschetta. , Naturalmente, inoltre ha contribuito a bloccare più saldamente la vaschetta Africanism nel marxista – politica socialista degli unionisti, quindi deviante li witlessly dal nostro obiettivo originale di emancipazione razziale, ad una sin-canzone formless, retorica e noiosa circa il codice categoria di funzionamento che unisce al tiro dell’eccedenza il bourgeois nebuloso. La verità della materia è che la politica africana tradizionale non è omogenea e là non è ragione per la quale le fortune di una corsa intera della gente dovrebbero essere condannate alla condizione del codice categoria di funzionamento per mai. Miliardo genti virile, risolute ed ambiziose sparse dappertutto le economie del mondo non può e non deve essere limitato dal raggiungere neppure oltre le stelle.

Quello è fortunatamente il genere di posizione positiva e diretta che ha informato le vaste attività della squadra di George Padmore, C.L.R. James, Kwame Nkrumah ed altri al quinto congresso sull’emissione della nostra indipendenza. Non solo hanno richiesto l’indipendenza immediata per tutti i paesi africani, hanno minacciato di usare ogni i mezzi, compreso la violenza se necessario, per realizzare i loro obiettivi. Kwame Nkrumah, Jomo Kenyatta, Nnamdi Azikiwe che è stato rappresentato e molti altri capi africani potenziali a sinistra il congresso determinato per fare la battaglia con i nostri colonisers. Lo scoppio di lotta anti-coloniale totale è seguito durante l’Africa. Rivolta munita nel Kenia ed in Algeria, partiti nazionalisti totali nello Zaire, nel Ghana ed in Nigeria ecc. Questa fase della lotta ha condotto ad indipendenza del Ghana nel marzo 1957, sotto la direzione di Kwame Nkrumah. L’esempio del Ghana electrified il mondo africano con conseguente massa di paesi africani liberi fra 1960 e 1963.

L’indipendenza del Ghana inoltre ha fornito alla Vaschetta-Africanis’intellettuale il relativo primo appiglio reale sul continente. Nkrumah, in collaborazione con Padmore, ha consolidato questo convocando il primo congresso dell’Africano indipendente dichiara (CIAS), nella promozione delle loro idee Vaschetta-Continentali, a Accra nell’aprile 1958. I partecipanti di questo congresso storico erano il Ghana, l’Etiopia, la Libia, la Liberia, il Marocco, il Sudan, la Tunisia e la Repubblica araba unita. Questi erano l’Africano indipendente di allora dichiarano tranne la Sudafrica che realmente è stata invitata ma rifiutato stata a venire perché le alimentazioni coloniali inoltre non sono state invitate.

Altre riunioni seguite fino a che un più vasto congresso dell’Africano indipendente non dichiarasse hanno avvenuto a Addis Ababa, Etiopia, nel giugno 1963, stabilendo per il continente, il OAU, una disposizione da uno stato all’altro allentata.

Il OAU, naturalmente, non ha compiuto l’ambizione di Kwame Nkrumah per un’unione politica forte di tutto l’africano dichiara ma ha aperto istituzionalmente l’ideologia Vaschetta-Africana ai non-neri. Ciò è come George Padmore ha difeso allora la tendenza: „ Nella nostra lotta per la libertà nazionale, la dignità umana e l’estinzione sociale, Vaschetta-Africanism offre un’alternativa ideologica a comunismo dall’un lato e al tribalism d’altro canto. Rifiuta sia il racialism bianco che il chauvinism nero. Corrisponde alla coesistenza razziale in base ad uguaglianza assoluta ed al rispetto per personalità umana.„

Non ho quarrel con tutti che, ma io pensiamo che abbiamo dovuto chiedere allo zio Padmore:

(1) Perchè altre corse può fare parte delle nostre istituzioni ed uniamo loro?

(2) Perchè siamo l’unico correre della gente nel mondo che si sforza disperatamente etichettare sopra ad altri. Abbiamo Nero-Arabi, marxisti neri, Nero-Musulmani, Nero-Eschimesi. Non è che dicendo qualcosa per la nostra stima di auto?

(3) Se avere un’unione dei nostri propri necessariamente ci rende altro razzista che l’UE, il congresso ebreo del mondo, la lega araba ecc?

(4) Se la nostra tendenza ad essere visto identificare con i nostri oppressors ha contribuito a risolvere nostro essere i diseredati razziali del mondo?

(5) E se non dobbiamo affrontare i nostri problemi razziali particolari in primo luogo prima di contribuire la nostra perizia meravigliosa alla soluzione dei problemi al resto del mondo?

Dopo tutto, la carità deve cominciare nel paese.

Inoltre, Nkrumah e Padmore hanno dovuto essere chiesti di spiegare come la loro politica Vaschetta-Continentale stava andando risolvere i problemi deteriorantesi del Diaspora africano? 40% del mondo nero non vivono in Africa e, di conseguenza, sono ignorati dal OAU.

Il successo generale del congresso africano della quinto vaschetta li ha accecati ad alcune delle relative preoccupazioni non così sane. Il 5thPAC si è regolato fuori di molte idee diversionary metà-cotte che purtroppo hanno condotto al guasto del sesto congresso dell’Africano della vaschetta. I convenors del 6thPAC non hanno stimato, per esempio, con l’interesse egoista dei governi africani recentemente indipendenti del tempo così:

(a) Hanno lasciato le delegazioni di governo dominare il congresso,

(b) Chi a loro volta ha impedito la vaschetta principale Africanists partecipare.

(c) Gli Non-Africani, senza impegno evidente per filtrare gli ideali africani, potevano assistere come delegati.

(d) La divisione ideologica negativa normale fra i nostri socialisti e capitalisti pseudi ha occupato la fase del centro.

(e) E, naturalmente, l’università indossa, come di consueto, poteva usare il congresso per aumentare il loro CVs e per mostrare fuori delle loro facilità prese in prestito di lingua e pienamente ha ricamato i danshikis.

Ma, il congresso africano della sesta vaschetta è riuscito a riempire un vuoto bramoso e mantenere il movimento vivo, almeno, nei cerchi accademici, 29 anni dopo il quinto congresso. Più carte che mai prima, sono state presentate o letto al 6thPAC e molto più risoluzioni sono state lasciate per gli eruditi al poro sopra lavorare a eternity quanto ai loro motivi ecc. Il 6thPAC ha accatastato considerevolmente più materiali delle biblioteche ed ha riunito più delegati ed osservatori, circa 600 di loro ad un conteggio, che tutti i congressi prima di esso, hanno unito. Anche se il 6thPAC ha realizzato queste abilità amministrativamente, quindi, si merita di essere riconosciuto.

Ma il congresso ha toccato le vite degli Africani ordinari nelle vie? No. Era il 6thPAC affatto migliore dei jamborees denominati congressi in primo luogo, di secondo, di terzo e di quarto? No.

Chiedere affatto all’Africano nelle vie di Europa e l’America circa il 6thPAC e voi disegnerebbe uno spazio in bianco. Interrogare oggi tutti i grassroots africani sul continente riguardo alla vaschetta Africanism e penserebbe che stiate parlando Greco. Il 6thPAC non ha arrestato la violenza e l’omicidio razziali continuati della nostra gente nel Diaspora né lo ha Africani istruiti sul continente, sedici anni più successivamente, da pensare oltre il OAU severamente circoscritto.

Soltanto il quinto congresso poteva avere l’effetto diretto immediato sulle nostre vite con il relativo fuoco di indipendenza che invade velocemente l’Africa coloniale presto dopo il congresso. Il 5thPAC ha regolato il campione da cui misurare il successo di tutto il PACs futuro. Il 6thPAC, quindi, era nient’altro di un charade noioso e se la vaschetta Africanism deve ora essere risparmiata, deve essere spostato oltre le pareti di costrizione delle nostre torrette dell’avorio, la stretta mortale dei nostri capi politici stretto-occupati di ed essere depositato esattamente sui giri degli Africani vergini.

Queste erano precisamente le fonti della mia motivazione quando ho cominciato la campagna in 1982, come iniziativa riservata, affinchè il congresso africano della settimo vaschetta mi riunissi in tre anni in un paese africano liberato. La mia ambizione principale era di usare il congresso per istituzionalizzare il movimento africano della vaschetta e per unire il mondo nero. Stavo sviluppando una funzione della casa dell’azienda agricola (ho denominato il monumento a civilizzazione africana), a Ilogbo-Eremi nel Badagry che la regione di ente pubblico territoriale di Lagos dichiara in Nigeria, quando, come sede della riunione per il settimo congresso dell’Africano della vaschetta. L’idea era installare un punto d’incontro possibile che sarebbe grande ma rurale nella regolazione e relativamente costerebbe liberamente ai partecipanti, per evitare il ricorso alla sovvenzione di governo o sponsoreship e, pertanto, influenza. Quando, ho pensato che il congresso potrebbe tenere in Nigeria in 1985. Un’immagine dell’essere tranquillo monumento costruito del `’ finalmente è stata pubblicata nel giornale del guardiano della Nigeria, sabato il 4 febbraio 1984, con il seguente titolo:

„ Questo è il sig. Naiwu Osahon della casa sta costruendo. Una volta completata, sarebbe una delle case più uniche e artisticamente progettate mai ha costruito c’è ne dove, ad esempio il sig. Osahon della casa situata su un terreno coltivabile suburbano. Il sig. Osahon, …………… sulla ritirata proposta per i artistes locali e di visite dice: Le discussioni del `già stanno tenende all’estero circa la tenuta il congresso africano della vaschetta seguente alla Camera di Craftfarm in 1985.„

Gli ostacoli che ho considerato erano pricipalmente responsabili del nostri disunity e mancanza di fuoco come famiglia inclusa:

(1) Religioni ed ideologie straniere (che sotto tutti gli aspetti li curano come esseri umani inferiori). Questi li tirano in tutte le specie dei sensi per mantenerli divisi malgrado nostro essere la gente marginata sulla faccia della terra ora. Non è nell’interesse di alcun’ideologia di dominazione affinchè le vittime unisca o avere un fuoco comune. Lo spirituality particolare serve a legare e consigliare ai reclami della proprietà e del birthright. La religione o lo spirituality è la strategia mobilising più grande disponibile equipaggiare e non abbiamo niente dei nostri propri mentre una forza di raduno come Islam è agli arabi o al Judaism agli ebrei.

(2) Permettendo che i colonisers (specialmente arabi che non si considerano neppure a distanza come vaschetta Africanists) partecipino dentro e patrocinino i nostri congressi. Gli occupanti arabi dell’Africa del Nord continuano a sfruttare e dominare i proprietari natali africani originali della terra. La guerra nel Sudan è pulizia etnica contro la nostra corsa ed è costituita un fondo per in maniera massiccia dalla lega araba attraverso la Libia e l’Arabia Saudita. Gli arabi hanno loro lega ma non desiderano i neri avere uno. Noi poichè una corsa non ha potuta mettere a fuoco su come liberare i neri africani nordici come abbiamo fatto contro i razzisti bianchi in Africa del sud perché gli arabi nordici dell’Africa sono soci uguali con i neri nel OAU.

(3) Permettendo che il nostro movimento del `’ sia dirottato dai capi politici africani reactionary che fanno funzionare i nostri governi. Questi sono capi legati alle serie di grembiule di nostri padroni coloniali per le dispense che i nostri capi deviano subito ai loro diversi clienti riservati all’estero per i guadagni personali. Sono troppo occupate arricchendosi alla nostra spesa per preoccuparsi per il nostro benessere collettivo.

Ho creduto fortemente che mentre potremmo scusare il OAU forse, servire l’interesse dei tutti da aggeggio continentale, il nostro movimento del `’ non potesse permettersi un tal lusso. Non quando ci è liberazione, i reparations ed il rimpatrio fa la guerra ancora per essere combattuto ed hanno vinto universalmente. Il nostro movimento deve aggresively affrontare il razzismo ed il nostro marginalisation se dobbiamo mai realizzare collettivamente i progressi come gente. Ed il nostro movimento del `’ deve rimanere permanente da allora in poi sull’allarme. La garanzia migliore di questa è un movimento del `controllato società civile’ con gli Africani dei grassroots dal continente che si collega con il Diaspora nero dei grassroots per wrestle l’alimentazione dalla nostra elite politica opportunistic che controlla i nostri governi. La necessità nera del mondo dei grassroots di prendere il loro destino collettivo nelle loro proprie mani attraverso un movimento istituzionalizzato del `’ che dà la parità di trattamento sia ai governi che alle diverse delegazioni. Ero implacable sopra il 7thPAC che istituzionalizzo il movimento africano della vaschetta come complimento civile vibrant della società o la sfida per il OAU dell’zoppo-anatra.

Per mantenere il rancore al minimim più nudo ai congressi, ho insistito che le decisioni e le risoluzioni del movimento del `’ devono fine-essere sintonizzate in anticipo e risolte ai congressi preparatori ed alle officine ecc, con il congresso che usando firmare soltanto. Le attività preparatorie del 7thPAC erano, quindi, mettere a fuoco principalmente sulle seguenti tre plance:

(a) Per accosentiree un corpo delle risoluzioni e delle decisioni essere conosciuto come L’ORDINE DEL GIORNO NERO in grado di essere up-dated ogni tanto a regionale e dichiarare i congressi per trasformarsi in nella bibbia o nel fuoco delle attività della corsa nera, compreso i governi neri e gli individui.

(b) A chisle fuori una costituzione forte e dinamica per il movimento istituzionalizzato del `’ che maneggiano insieme, i governi neri e le società civili nere in un rapporto simbiotico con direzione che si riposa solamente nelle mani della società civile. Movimento il morale del `’ dovrebbe sviluppare uno spirituality particolare per una tal direzione (o direzione della corsa nera) per non essere discutibile.

(c) Per installare un fondamento del `’ per accertarsi che il movimento del `’ o la lega nera’ non debba mai elemosinare contributo finanziario da chiunque, specialmente dalle fonti estranee. La filosofia del fondamento del `’ (denominato PANAF allora), essendo che ogni persona nera nel mondo, vivo o tuttavia ONU-sopportato, deve a PANAF cento unità della sua valuta locale una volta in un corso della vita.

Queste preoccupazioni sono state comprese nel primo insieme dei documenti redatti generosamente e distribuiti da me intorno al mondo da 1982 per annunciare la riunione del 7thPAC in Africa in 1985.

Le risposte mia CHIAMATA militare alla viziosa del `’ erano generalmente entusiastiche, sopra la riunione di 7thPAC che è stato descritto come in ritardo, ma tiepido sulla Nigeria (che allora era sotto il jackboot di un dictatorship), servente da ospite. C.L.R. James, a che era allora uno della prima vaschetta Africanists del renown ha ricevuto la nostra delegazione a Londra era pieno di sostegno un paese africano che ospita il congresso. Non era troppo fussy circa la politica del governo possibile dell’Africano ospite. Tuttavia, la serie di lettere ha richiamato allora a Babangida, il presidente militare auto-affermato della Nigeria per fornire 7thPAC supporto logistico nella zona dei visti facili e la sicurezza sufficiente per le delegazioni è stata ignorata. Il presidente Dos Santos dell’Angola ci ha scritto la lettera d’ispirazione del tempo ma che era spiacente che non potrebbe giocare l’ospite a causa della guerra civile debilitating nel suo paese. Lo Zimbabwe era più interessato nell’ospitare i capi di stato del commonwealth il congresso allora ed il Ghana si è lamentato di poveri mezzi finanziari.

Mentre eravamo shopping tranquillo per un p#se ospitante possibile, il ministro straniero della Nigeria, il professor Bolaji Akiyemi, dagli azzurri in 1987, ha annunciato l’interesse nigeriano del governo nella riunione del 7thPAC. Un colpo guastato il de’ tat ha causato alcuni cambiamenti nel governo nigeriano con il Brigadier Ike Nwanchukwu che sostituisce il prof. Akinyemi come gli affari esteri assistono. Il Brigadier non era interessato nel 7thPAC e non ha desiderato conoscere a che cosa ha significato ed a chi era affiliated. Oltre all’ignoranza abysmal circa storia di auto, l’Africano del sud PAC ha aggiunto alla confusione. Tuttavia, l’annuncio più iniziale dell’interesse nigeriano del governo hanno aumentato il fuoco su 7thPAC ed i miei sforzi che erano indipendenti tutto il avanti dirottamento tentato del governo nigeriano.

La disposizione che di direzione dello spostamento di marca avevamo contato su precedentemente è stata strutturata in 1987 che coinvolge una disposizione a due stadi con il segretariato internazionale 7thPAC situato a Lagos. L’ultimo comitato di direzione è stato denominato il comitato Co-ordinating internazionale (ICC) ed ha avuto come i membri pionieristici, il professor Kwesi Prah, un funzionamento del Ghana nel Kenia allora, B.F.Bankie, una vita Del Ghana-Gambian a Londra allora e Naiwu Osahon, basato a Lagos, come il Convernor/presidente.

Reporting to the ICC was the International Steering Committee (ISC), which had as members: Ayi Kwei Armah; Nee Kwati Owoo; Robert Hayfron-Benjamin Beye and Boutros Boutros Ghali.

By January 1989, the ISC had been scrapped due to lack of perfomance by its members perhaps because of the cumbersome two-tier system in operation and was replaced by an expanded ICC comprising of Naiwu Osahon, Chairman; Prof. Antonio Neto, Angola; Tau Napata, Jamaica; Prof. Alfred Opubor, Nigeria; Dr. Boutros Boutros Ghali, Egypt (who wrote trying to discourage us from institutionalising the Pan-African Movement but stayed on as committee member even when he became the Secretary General of the UN); Eunice Neto Foreid, Portugal; Dr. Ona Ekhomu, USA; Prof. H. Cunha Jr. Brazil; H. E. Dr. Henri Bangou, Guadeloupe; Dr. Laura M. Torres Souder, Guam; Amar Bentoumi, Algeria (who later withdrew because of the focus of the ‘Movement’); Dr. Joycelyn Loncke, Guyana; Dr. Digna Castaneda Puerta, Cuba; Pauulu Kamarakafego (Roosevelt Brown who still represents us now at the UN and was the pioneer sponsor of the 6thPAC, Bermuda; Hon. Mr. Bernard Narokobi, Papua New Guinea; Dr. Cyril. E. Griffith, USA; Grace Mera Molisa, Vanuatu; Prof. Mary Frances Berry, USA.

By 1990, we had received several letters of support from the likes of Leopold Sedar Senghor living in France at the time; C.L.R. James, before he died, insisting that the congress must be convened in an African country. The Prime Minister of the Commonwealth of Bahamas; the President of the United Republic of Tanzania; The Minister of Justice of Papua New Guinea; the governments of the Republics of Cote D’ Ivoire, Liberia, Togo, Angola, Zaire, Ghana, Guadeloupe Senator in France, Boutros Boutros Ghali as Minister of State for Foreign affairs in Egypt. We had influenced Chief Abiola of Nigeria sufficiently to try to steel our thunder by embarking on a ‘Reparations’ programme of his own, which was eventually sold to the OAU with our active lobby.

By 1992, we had established national branches or committees of the Pan-African Movement in the following countries; Angola, Australia, Barbados, Belize, Benin Republic, Bermuda, Botswana, Brazil, Cameroon, Canada, Congo, Costa Rica, Cuba, Curacao, Dominica, Equartorial Guinea, Fiji, France, Gambia, Germany-Benelux, Grenada, Guadeloupe, Guam, Guinea, Haiti, Ivory Coast, Jamaica, Kenya, Mexico, Mozambique, Namibia, Niger, Nigeria, Papua New Guinea, Portugal Senegal, South Africa, St. Kitts, St Lucia, St. Maarten, Surinam, Swaziland, Switzerland, Tanzania, Togo, Trinidad, UK, USA, Zaire, Zimbabwe and several new national representatives were being cultivated.

The UK national branch was the very first committee of the 7thPAC to be set up by Naiwu Osahon. It was launched on the 10th of October, 1988 at Flat 69, Schomberg House, Vincent Street, Westminster, London, S.W.1 occupied at the time by Prof. Antonio Neto. Founding members of the UK committee included Neto, Bankie, Babu, Pepukayi, Napata, Gotzmore and Bing who was elected the protem secretary.

We started having problems with London right from its take off because, as things turned out, the branch was dominated by self-declared Marxists. They wanted to take over the leadership of the ICC and move its International Secretariat to London because according to them, communications were easier from there. Besides, they were not comfortable with my anti-Marxism or foreign ideology posture and attempt to institutionalise the ‘Movement’. Also my determination to exclude Arabs of Northern Africa from the union was a headache. One of their staunchest supporters at the time was Prof. Kwesi Prah who wrote that: “We can not bind the next generation to an institutionalised ‘Movement.” My answers at the time were to ask why that should stop us from trying? And how did other races achieve their institutions and union without some first steps? No answer to these questions ever came from Prah or London or may be it came through their gradual withdrawal from our fold to encourage and team up with Uganda eventually. They tried desperately to gain access to our International Secretariat’s address list before they finally dropped out of our hold three years after their launch. Our (ICC) impression of them at the time was that they were on an ego trip desperate to etch their names on posterity for convening a Pan African Congress regardless of quality of the congress.

My criticism of DuBois for bequeating to us the culture of jamboree congresses appeared also to have alienated some supporters of the intellectual icon, including his son who took offence and started looking for opportunities to scuttle our efforts. Nkrumah’s son too soon became less active on the ICC because his father, along with Padmore were blamed for diluting the spirit of Pan-Africanism with their defence of all comers’ congresses that welcomed Arab colonisers and Marxist domination all in one breath.

Preparatory conferences of the 7thPAC around the world included;

(a) Hamilton Bermuda (From July 20 – 22, 1990)

(b) Bridgetown, Barbados (From 21 – 22 September, 1991)

(c) Solidarity with Cuba (Saturday 7th December, 1991, Bridgetown, Barbados)

(d) Port-of Spain, Trinidad (Second regional conference of the Caribbean Pan African Movement (From 27 – 28 August, 1993).

(e) Savannah, Georgia, USA (From 1 – 3 May, 1992)

(f) Toronto, Canada (where ZAWADI KWAFRICA was launched for the first time in the world by Naiwu Osahon (From June 23 – 27, 1993).

The inaugural meeting of the BLACK THINK TANK (BTT) of the Pan-African Movement, now known as THE THINK TANK OF THE BLACK WORLD (TTB) took place from 1 – 8 August, 1992, at ASCON, Topo, Badagry, Lagos Nigeria. The BTT was attended by: Naiwu Osahon, Chairman; Catherene Acholonu, Nigeria; Denese Bradford, USA; Duane Bradford, USA; Tom Dalgety, Guyana; Viola Davis, Barbados; C.M. Eya-Nchama, Equatorial Guinea; Diane Forte, USA; Malinali Meza Herrera, Mexico; Onwuchekwa Jemie, Nigeria; Owei Lakemfa, Nigeria; Olusegun Maiyegun, Nigeria; Rudy Mattai, USA; Kinja Mulegwa-Migabo, Zaire; T.C Nwosu, Nigeria; Osagie Obayuwana, Nigeria; Yinka Ogunsulire, Nigeria; Yeye Akilimali Funua Olade, Nigeria; Charles C. Roach, Canada; Gbenga Sonuga, Nigeria. Two members who could not get to the venue of the BTT, but who had paid to attend were: Joycelene Loncke, Guyana and G. Mawa-Kiese Mawawa, Congo.

The BTT examined the issues: “Why are we so blessed and yet so poor?” “Why are we not benefiting as a people from the civilisation we pioneered and what are we to do to get back on our feet again as one family?” THE BLACK AGENDA is a product of the BTT’s deliberations and it lays down the rules to guide the activities of black governments, individuals, organisations, communities, family units, institutions. The BTT also produced the CONSTITUTION of the Pan African Movement and approved ZAWADI KWAFRICA (ZA) as the name of the Pan-African Foundation. Zawadi Kwafrica are Swahili words meaning gifts of and from the people of Africa.

Members of the ICC in 1993 included: Naiwu Osahon, Chairman; Charles C. Roach, Vice Chair; Pauulu Kamarakafego, Vice Chair; H. E. Dr. (Senator) Henri Bangou, Guadeloupe; Dr. Thomas Cornell Battle, USA; Gerlin Bean, Jamaica; John Benjamin, Anguilla; Prof. Mary Frances Berry, USA; Farika Birhan, Maroons; Dr. Michael L. Blakey, USA; Duane Bradford, USA; Musa Cham, Gambia; Bobby Clarke, Barbados; Dr. John Henrik Clarke, USA; Tom Dalgety, Guyana; Viola Davis, Barbados; M.K. Dingake, Botswana; Babacar Diop, Senegal; Robert M. Dossou, Rep. du Benin; Noel Dossou-Yovo, Rep. du Benin; Prof. Quince Duncan, Costa Rica; Louise Edimo, Cameroon; C.M. Eya-Nchama, Equatorial Guinea; Januario Garcia Filho, Brazil; Eunice Neto Foreid, Portugal; Dianne Forte, USA; Roderick Francis, Jamaica; Major-General J. N. Garba, President of the UN General Assembly at the time; Dr. Boutros Boutros Ghali, (UN Secretary-General at the time); Siegfried Hazel, Curacao; Malinali Meza Herrera, Mexico; Dr. Byron R. M. Hove, Zimbabwe; Eddie Iroh, UK; Onwuchekwa Jemie, Nigeria; Senator Irvin Stephen Knight, Dominica; Pontiff His Grace Srila Bhakti-Tirtha Swami Krsnapada, USD/USA; Joan Lucas, Belize; Dr. Joycelynne Loncke, Guyana; Dr. F. L. Lwanyantika Masha, Tanzania; Kae Matundu-Tjiparuro, Namibia; G. Mawa-Kiese Mawawa, Grenada; Kinja Mulegwa-Migabo, Zaire; James Mutambirwa, PCR/WCC; Hon. Bernard Narokobi, Papua-New Guinea; Abdias do Nascimento, Brazil; Michel Ndoh, Switzerland; Prof. Anthonio Neto, Angola; Felipe Noguera, Trinidad; T.C. Nwosu, Nigeria; Frantz Obas, Haiti; Clement O’ Garro, St. Kitts; Prof. Omolara Ogundipe-Leslie, Nigeria; Placide Prosper, St. Lucia; Dr. Digna Castaneda Puertas, Cuba; Mtra Araceli Reynoso, Mexico; Omowale Satterwhite, USA; Mr. and Mrs Savane, Senegal; Bania Mahamadou Say, Niger; Dr. Jean Sindab, USA; Ghenga Sonuga, Nigeria; Dr. Laura M. Torres Sounder, Guam; Andre France de Sousa, Portugal; Hassan A. Sunmonu, OATUU; Cheikh Tidiane Sy, PANA; Dr. Robert B. Sykes, Australia; Terrel Thomas, Suriname; Charles Pascal Tolno, Rep. du Guinea; Stewart M. Tsela, Swaziland; Siteri V. Tuilovoni, Fiji; Prof. Theo Vincent, Nigeria; Amelia Ventura, Mozambique; Alvin Williams, Bermuda; Emmanuel York, St. Maarten.

Out of frustration for not finding a suitable host country for 7thPAC, we pursued Uganda, more for President Museveni’ s gorilla war credentials than for any recognisable record of achievement in the realm of Pan Africanism. The man would not even tolerate dissent from within Uganda let alone from outside. Museveni’s Uganda is in the pockets of the Arabs that are marginalizing our kith and kin in Northern Africa.

Our first letter to Museveni was in January, 1990 followed by another in September, 1990 and a third one in June, 1991, inviting his government to be a possible host of 7thPAC without pre-conditions. At the end of March, 1991, a number of documents arrived at our International Secretariat in Lagos from Kwame Ture stating that Kwame Ture of the All African Peoples Revolutionary Party (AAPRP), Col. Otafiire, the personal assistant to the Uganda Head of State and four others had met in Tripoli, Libya on December 10, 1990 and decided to constitute themselves into a pre-preparatory committee which is to be enlarged to become the preparatory committee to convene a conference to create a mass Pan African organisation.

Among the documents sent was an invitation to Naiwu Osahon to attend a preparatory meeting of their proposed conference in March, 1991, in Uganda. Obviously that meeting did not hold because according to another notice from them later, the invitations were sent out too late and got to their destinations well after the March date of the proposed meeting.

Three further attempts were made, up to the 27th of January, 1992, to put their preparatory meeting together without success but further documents were sent to the International Secretariat of the 7thPAC in Lagos and addressed as such. The documents specified that they were putting together:

(a) A conference focusing on anti-Zionism and

(b) To be called ” All African People’s Conference.

Since the title of their conference was not in conflict with our own, we were not entirely opposed to co-operating with Uganda although we wrote back to say: “While we are not uncomfortable with your anti-Zionist focus, we also want anti-Arab and anti-West focus for your proposed conference.”

On the 7th August, 1991, we received a letter from Col. Otafiire, calling their group, the 7th Pan African Congress Committee with Col. Otafiire as convenor and Chairman and President Museveni as their Patron, thereby constituting a direct challenge to the International Secretariat of the Pan African Movement in Lagos. On the 7th August, 1991, we addressed a comprehensive letter of our objection and discomfort on the matter to President Museveni. After waiting for a while without response, we wrote on the subject to all our committees around the world. Several activities followed around the world after the Uganda bombshell culminating in a long awaited first ever meeting between me and Kwame Ture in my office in Lagos on Saturday 27 March, 1993. It was an extremely warm and inspiring meeting lasting nearly four hours from about 4.45 p.m. The Secretary General of the 7thPAC national committee for Nigeria, Dr. Osagie Obayuwana was in attendance mainly as an observer.

Several issues concerning the way forward were discussed and the highlights of our agreement were:

(1) That everything humanly possible should be done to keep us and the black world united. We felt strongly that our detractors must not be given any comfort on this issue. That we needed to close ranks and give purposeful direction at this critical point in our history otherwise posterity would judge us harshly.

(2) That no African government, not even the OAU, under any disguise, should finance or host the 7th Pan African Congress or any other Pan African Congress. They can participate at congress meetings but as equal partners with the rest of the black world. Congress definitely does not need the authority of the OAU to hold since the OAU is a child of congress.

(3) That non-black sources should not finance or host any Pan-African Congress.

(4) That the 7th Pan African Congress should be held in Africa, preferably in a country where:
(a) Blacks would have no problems obtaining visas to attend,
because no black person, for ideological, religious, or any other
reason should be prevented from attending or speaking his
or her mind freely on any issue as affects the black world at
the congress.
(b) The lives of delegates and others attending congress would be
safe and largely guaranteed.

(5) We did not discuss congress date in details but felt that the December, 1993 Uganda date might be too soon considering the enormous task of preparing adequately (especially in area of fund-raising) for a meaningful congress. The August, 1994 date proposed by the International Secretariat in Lagos, we felt was feasible, particularly for the launching of the institutionalised ‘Movement.’

(6) We felt that there was a strong need to ensure qualitative attendance at congress and agreed that while the mass movement dimension of congress should not be hindered, it is necessary for the movement to be led by recognisable Pan-Africanists. In other words, there is a need to identify and agree on who serious Pan Aricanists are right now, around the black world, and either split congress dates to accommodate them or find ways to ensure that congress direction and decisions are controlled by them. If congress date is to be split, the institutional dimension of congress could be held first, say in August, 1994, as already scheduled, followed immediately by the Pan African leaders congress.

After further consultations on the above issues through correspondence with Kwame Ture and other blacks of diverse interests world-wide, it was agreed that the Uganda conference slated for December, 1993 should be a preparatory one for the 7thPAC of the International Secretariat in Lagos in August, 1994. The Uganda team ignored our recommendation and announced that they were going ahead with their December 1993 7thPAC charade. With US$300,000 blood money from Gaddafi, Museveni was not only well fortified to play the devil’s advocate, he was poised to launch his personal ambition to become the Emperor of a new Tutsi Hema Empire annexing Rwanda and mineral rich Zaire (now DRC) under the behest of America. We immediately began circulating a strongly worded message warning the patriotic black world not to go to Uganda.

On January 3 1994, we received a phone call in Lagos from one of our deputy leaders, Pauulu Kamarakafego in Bermuda, informing us that the December, 1993 Uganda make-believe congress failed to hold. It was cancelled in the last minute because of the non-arrival of quality delegations. Several ordinary, innocent black folks from the Diaspora, unaware of the high wire politics being perpetrated in the name of Pan-Africanism and hoping to touch base perhaps for the first time in their lives with mother Africa were turned back at the Kampala airport. A Uganda team, led by Col. Otafiire then set out on a tour of the black world to deliver Museveni’s invitation and offers of free return travel tickets and free accommodation in Uganda to government delegations and renown intellectuals who attend their rescheduled April 1994, 7thPAC. They had to move fast to nullify our pending August 1994 7thPAC date. They arrived Nigeria on January 5 1994 to deliver their invitation to the Nigerian government without visiting the 7thPAC International Secretariat.

And yet, no head of state attended the Uganda 7thPAC debacle. Not even Nyerere who had received our warning message earlier on and who was the principal host of the 6thPAC in Tanzania, would grace Uganda with his presence at least to demonstrate continuity. As predicted, the Uganda exercise turned out to be an attempt to be a convenor of congress regardless of the outcome to the black race. A lot of bravado prevailed, loads of resolutions were passed and delegates were feted lavishly before returning to their various countries no better off than they were before the congress. In fact, the average black person in the world today does not know that the 7thPAC has taken place in his or her name. Another jamboree has passed, one of the many failed attempts that litter our chequered history but Uganda achieved ‘a me too.’ Uganda succeeded in helping us waste another decade, another generation while Museveni rides on his high visibility profile to destabilise his neighbouring countries to annex and exploit their mineral resources.

The Uganda 7thPAC set up a Pan-African office in Kampala as a propaganda tool of Museveni’s Empire building machinery. That done, his hit man, Paul Kagame, a CIA protege with US military school training brought down a plane carrying the Presidents of Rwanda and Burundi over their countries’ common border with Uganda. The Presidents’ death launched Rwanda’s sack and pogrom resulting in the death of over half a million Rwandans and the displacement of millions of others. Then they replaced the dreaded Mobutu with Laurent Kabila as President of the DRC.

Kabila, a Lumumbist refused to play along so Uganda, Burundi and Rwanda occupied the mineral rich regions of the DRC in 1999 with America’s technical backing. They massacred over two and a half million Congolese while looting and plundering the DRC’s mineral wealth. But for the meddlesome intervention of the armies of Angola, Namibia and Zimbabwe, Emperor Museveni was only a hair’s breath away from his dream of usurping what potentially would have been the largest and richest modern Empire in Africa. Surprisingly, the failed Emperor apparently had the tacit support of South Africa’s President Nelson Mandela who was waiting on a ship off the coast of Kinshasha to crown Wamba Dia Wamba as Laurent Kabila’s replacement for Emperor Museveni’s new surrogate in the DRC.

AFRICAN UNION (AU)
The latest version of the African Union concept started from a totally discredited non-black source with an OAU’s special meeting bankrolled by Muamar Gaddafi in Sirte, Libya in 1999. Gaddafi, as we all know is the rascal or Satan behind all the modern civil wars in Africa. From Chad to Liberia to Sierra Leone, Gaddafi had his fingers on the rotten, smellie pie. He financed and trained Museveni’s gorilla adventure and he is the leading sustainer of Arab pogrom against Africans in the Sudan right now. After failing to build his, the United States of the Arab world dream, he turned to halpless Africa for relevance in international politics. His interest in the African Union is fiendish and totally opportunistic and was designed to lead to the setting up of the AU’s headquarters in Sirte, Libya with Muamar Gaddafi as the United States of Africa’s first President.

At first, Gaddafi’s dream project was opposed by Presidents Obasanjo of Nigeria and Thabo Mbeki of South Africa in what may have been no more than a power struggle between the personalities involved. President Obasanjo and Abdoulai Wade of Senegal opposed the Reparations for Slavery and Colonialism strategy of the black world at the 2001 UN World Conference against Racism in South Africa. Mbeki, of course, is pocketed by apartheid architects in South Africa. General Abacha’s regime in Nigeria, during a moment of discomfort with Mbeki, described Mbeki’s government as a structure with white skin and black head. He probably believed the tail wags the head.

During our struggle to assert our 7thPAC variance in the 1990’s, one of our most formidable foes in Senegal was Abdoulai Wade. Wade who had strong links with the anti-African ‘Labour International,’ in collaboration with Pierre T. Sane of Amnesty International and a Senegalese based in Canada tried to prempty 7thPAC to convene what they called PANAF ‘92 to deliver the black world on a platter to their French government cohorts. Wade as the leader of the P.D.S party was reputed for creating confusion and mayhem in the ranks of opposition political parties in Senegal before he became the country’s President. His antecedence is decidedly Western oriented so it was no surprise that along with Gaddafi, Obasanjo and Mbeki they crafted a constitution that delivers the AU as a neo-colonial appendage of the West. These leaders are not Pan-Africanists and do not love Africa or the black world. They are in all these for selfish personal gains (crumbs), from under the tables of their Western benefactors.

NEPAD
The Obasanjo-Mbeki cabal went down on their knees to beg the West for a $64 billion handout but instead got $6 billion spread over a period of years. A Pan-Africanist friend, Lester Lewis, believes that, that is where the NEEEEPAD name comes from. Obviously, the $6 billion bailout is to enable us continue to buy the loads of KNEEPADS we are going to need from the West. The deputy leader of the World Pan African Movement, Charles C. Roach who is based in Canada, describing the African leaders begging scene at the 2002 G8 conference in Canada, said: “There is an amusing photograph of Prime Minister Chretien of Canada sitting astride a kneeling camel on his recent trip to Algeria and five other African countries over the NEPAD issue. The Prime Minister is entreating the camel not to stand up and this is understandable, because the way a camel gets up, unfolding its long legs is a roller-coaster ride for anyone on its back. Symbolically, Chretien was telling the African camel to stay on its knees while he perches on its back.”

Earlier this year, President Moi of Kenya, said in a speech in Blantyre, Malawi that Africa was doomed to perpetual poverty and backwardness unless African leaders free themselves of egocentricity. That “no country in the West had an obligation to baby-sit and spoon-feed independent African nations. African leaders must accept this fact, however unsettling, and rethink about their development strategies.” Recently too, President Yahya Jammeh of the Gambia was reported to have described NEPAD as a charter for beggars. Hear him: “NEPAD would not work. ….Africa is the richest continent in terms of mineral resources, but because of ignorance, Africa in economic terms, is the poorest continent and we Africans are the laughing stock of humanity. We have failed because some of us are agents of the same people we are supposed to fight against. We produce the bulk of the world’s raw materials so why are we still poor? Some of us are fighting proxy wars in Africa for the benefit of others. Africa has never colonised anyone. Some people who prolonged apartheid are now waving the flag of democracy and freedom. The African debt is not globalised, it is Africanised.”

At a forum in Addis Ababa in March 2002, Prof Shadrack Gutto of South Africa’s University of the Witwaterstrand asked why NEPAD was presented first to the G8 before African governments had a chance to discuss it. Mr. Wiseman Nkuhlu, the South African president’s special adviser on NEPAD, provided the not so wise answer at the forum that it is because African governments have been pre-occupied with building the AU. In answer to another question at the forum, Mr. Nkuhlu admitted that consultation with civil society “is not where we would like it.”

If the Obasanjo-Mbeki cabal, set up by the West to perpetuate our developmental pains would not consult with even their colleagues in African governments before inflicting the culture of the begging bowl on Africa all over again, does the African civil society have a right to expect a miracle from the AU? Where does that leave the black Diaspora in the scheme of things? What about ‘Reparations’ and Repatriation’?

The answer is for African civil society to link up with the black Diaspora civil society to impose a vibrant, uncompromising institutionalised ‘ Movement’ on the black world, independent of African governments’ control. The two priority areas of activities of the institutionalised ‘Movement’ would be: (a) To pressurise the AU to produce a Pan-African Passport (PAP) to enable any black or African, regardless of nationality, return home to Africa at will without let or hindrance. (b) To compel the West and Arabs, by any means necessary, to pay Reparations to the black world. This is, therefore our ‘ CALL’ to all Africans, African organisations, institutions and NGO’s of goodwill, wherever they may be in the world, to nominate their representatives to the 8thPAC International Co-ordinating Committee working to convene the Eight Pan-African Congress within the next three to five years in Africa to launch the Institutionalised Pan-African Movement.

By Naiwu Osahon
The World Pan African Movement
obw@infoweb.abs.net
7th August, 2002.

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© 2007

This entry was posted on Thursday, April 5th, 2007 at 6:11 pm and is filed under BLACK NATIONALISM, THE BLACK RACE, BLACKS IN EUROPE, BLACKS IN FRANCE, BLACK CIVILIZATIONS, BLACK WOMEN, BLACK CHILDREN, NIGERIA, BLACK PEOPLE, BLACK CULTURE, BLACK MEN, AFRICA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

2 Responses to ““PAN-AFRICANISM:THE TORTUROUS PATH OF A RACE “BY NAIWU OSAHON”
Vanessa Griffen Says:

April 30th, 2007 at 12:55 pm
Dear Naiwu
We were in correspondence a long time ago, through Pauulu Kamarakafego, on the Pan African conference you were planning.

I have just heard of Pauulu’s passing away in Bermuda on April 5 and am most distressed to hear this. I am not sure if you received this news. I have found your contact by checking the Bermuda webpages on his life.

I cannot say more than that he would have loved to have seen your book out. I hope you were in touch recently.

Sincerely

Vanessa Griffen

conrad cromwell Says:

May 3rd, 2007 at 12:34 am
Naiwu,
It is good to read your passionate discource on the matter so dear to your heart. Like late Abiola you area true son of the soil of Africa… Yes The Widow’s mite .. still a challenge to organise our people.. too many distractions . Where is the Pan african leadership ? Where is that loud voice like Malcolm/Dr King, Kwame,Cabral?

Still read all your books and have lent to friends …Its a slow awakening that i believe once awaken will rouse exponentially and be alive and as lively as we are as a people… You have our love and support..

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